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8. L'attività missionaria è anche intimamente congiunta con la
natura umana e con le sue aspirazioni. Difatti la Chiesa, per il
fatto stesso che annuncia loro il Cristo, rivela agli uomini in
maniera genuina la verità intorno alla loro condizione e alla loro
vocazione integrale, poiché è Cristo il principio e il modello
dell'umanità nuova, cioè di quell'umanità permeata di amore
fraterno, di sincerità, di spirito di pace, che tutti vivamente
desiderano. Cristo e la Chiesa, che a lui con la sua predicazione
evangelica rende testimonianza, superano i particolarismi di razza e di
nazionalità, sicché a nessuno e in nessun luogo possono apparire
estranei. Il Cristo è la verità e la via, che la predicazione
evangelica a tutti svela, facendo loro intendere le parole da lui
stesso pronunciate: «Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc
1,15). E poiché chi non crede è già condannato (cfr. Gv
3,18), è evidente che le parole di Cristo sono insieme parole di
condanna e di grazia, di morte e di vita. Soltanto facendo morire
ciò che è vecchio possiamo pervenire al rinnovamento della vita: e
questo vale anzitutto per le persone, ma vale anche per i vari beni di
questo mondo, contrassegnati insieme dal peccato dell'uomo e dalla
benedizione di Dio: «tutti infatti hanno peccato e sono privi della
gloria di Dio» (Rm 3,23). Ora nessuno di per se stesso e con
le sue forze riesce a liberarsi dal peccato e ad elevarsi in alto,
nessuno è in grado di affrancarsi dalla sua debolezza, dalla sua
solitudine o dalla sua schiavitù tutti han bisogno del Cristo come di
un esempio, di un maestro, di un liberatore, di un salvatore, come
di colui che dona la vita. Ed effettivamente nella storia umana,
anche dal punto di vista temporale, il Vangelo ha sempre rappresentato
un fermento di libertà e di progresso, e si presenta sempre come
fermento di fraternità, di umiltà e di pace. Ben a ragione,
dunque, Cristo viene esaltato dai fedeli come «l'atteso delle genti
ed il loro salvatore ».
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