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19. L'opera di costituzione della Chiesa in un determinato
raggruppamento umano raggiunge in certa misura il suo termine,
allorché la comunità dei fedeli, inserita ormai profondamente nella
vita sociale e in qualche modo modellata sulla cultura locale, gode di
una salda stabilità: fornita cioè di una sua schiera, anche se
insufficiente, di clero locale, di religiosi e di laici, essa viene
arricchendosi di quelle funzioni ed istituzioni che sono necessarie
perché il popolo di Dio, sotto la guida di un proprio vescovo,
conduca e sviluppi la sua vita.
In queste giovani Chiese appunto la vita del popolo di Dio deve
giungere a maturità in tutti i campi della vita cristiana, che deve
essere rinnovata secondo le norme di questo Concilio: ed ecco i gruppi
di fedeli con crescente consapevolezza si fanno comunità viventi della
fede, della liturgia e della carità; i laici, con la loro
attività, che è a un tempo civica ed apostolica, si sforzano di
instaurare nella città terrena un ordine di giustizia e di carità;
l'uso dei mezzi di comunicazione sociale è ispirato a criteri di
opportunità e prudenza; le famiglie, praticando la vera vita
cristiana, diventano fonte dell'apostolato dei laici e vivaio di
vocazioni sacerdotali e religiose. La fede infine è oggetto di
insegnamento catechistico appropriato, trova la sua espressione in una
liturgia rispondente all'indole del popolo, e viene introdotta,
grazie ad un'adeguata legislazione canonica, nelle sane istituzioni
umane e nelle consuetudini locali.
I vescovi poi, ciascuno con il proprio presbiterio, approfondendo
sempre meglio in se stessi il senso di Cristo e della Chiesa, devono
essere in unità di pensieri e di vita con la Chiesa universale. Ed
intima resti la comunione delle giovani Chiese con tutta quanta la
Chiesa, la cui tradizione esse devono saper collegare in tutti i suoi
elementi con la propria cultura, sicché ne risulti, come per uno
scambio reciproco di energie, una crescita nella vita del corpo mistico
'. Siano pertanto curati quegli elementi teologici, psicologici ed
umani che si rivelano atti ed efficaci per lo sviluppo di questo senso
di comunione con la Chiesa universale.
Queste stesse Chiese, che si trovano quasi sempre nelle regioni
economicamente depresse del mondo, soffrono per lo più per grave
scarsezza di sacerdoti e per mancanza di mezzi materiali. È quindi
assolutamente indispensabile che l'azione missionaria continua di tutta
la Chiesa fornisca loro quegli aiuti che servano soprattutto allo
sviluppo della Chiesa locale e alla maturità della vita cristiana.
Questa azione missionaria deve estendere il soccorso anche a quelle
Chiese che, pur esistendo da antica data, si trovano, per cosî
dire, in fase di regresso o in uno stato di debolezza.
Tuttavia queste Chiese devono organizzare il lavoro pastorale comune
creando opere adatte perché le vocazioni che interessano il clero
diocesano o gli istituti religiosi crescano di numero, vengano vagliate
con maggiore sicurezza e coltivate con migliore riuscita cosî, a poco
a poco, saranno in grado di provvedere a se stesse e di portare aiuto
alle altre.
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