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22. Il seme, cioè la parola di Dio, germogliando nel buon
terreno irrigato dalla rugiada divina, assorbe la linfa vitale, la
trasforma e l'assimila per produrre finalmente un frutto abbondante.
Indubbiamente, come si verifica nell'economia dell'incarnazione, le
giovani Chiese, che han messo radici in Cristo e son costruite sopra
il fondamento degli apostoli, hanno la capacità meravigliosa di
assorbire tutte le ricchezze delle nazioni, che appunto a Cristo sono
state assegnate in eredità (cfr. Sal 2,8). Esse traggono dalle
consuetudini e dalle tradizioni, dal sapere e dalla cultura, dalle
arti e dalle scienze dei loro popoli tutti gli elementi che valgono a
render gloria al Creatore, a mettere in luce la grazia del Salvatore
e a ben organizzare la vita cristiana.
Per raggiungere questo scopo è necessario che, nell'ambito di ogni
vasto territorio socio-culturale, come comunemente si dice, venga
promossa una ricerca teologica di tal natura per cui, alla luce della
tradizione della Chiesa universale, siano riesaminati fatti e parole
oggetto della Rivelazione divina, consegnati nella sacra Scrittura e
spiegati dai Padri e dal magistero ecclesiatico. Si comprenderà
meglio allora secondo quali criteri la fede, tenendo conto della
filosofia e del sapere, può incontrarsi con la ragione, ed in quali
modi le consuetudini, la concezione della vita e la struttura sociale
possono essere conciliati con il costume espresso nella Rivelazione
divina. Ne risulteranno quindi chiari i criteri da seguire per un più
accurato adattamento della vita cristiana nel suo complesso. Cosî
facendo sarà esclusa ogni forma di sincretismo e di particolarismo
fittizio, la vita cristiana sarà commisurata al genio e al carattere
di ciascuna cultura, e le tradizioni particolari insieme con le
qualità specifiche di ciascuna comunità nazionale, illuminate dalla
luce del Vangelo, saranno assorbite nell'unità cattolica. Infine
le nuove Chiese particolari, conservando tutta la bellezza delle loro
tradizioni, avranno il proprio posto nella comunione ecclesiale,
lasciando intatto il primato della cattedra di Pietro, che presiede
all'assemblea universale della carità.
È dunque desiderabile, per non dire sommamente conveniente, che le
conferenze episcopali si riuniscano insieme nell'ambito di ogni vasto
territorio socio-culturale, per poter realizzare, in piena armonia
tra loro ed in uniformità di decisioni, questo piano di adattamento.
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