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23. Benché l'impegno di diffondere la fede ricada su qualsiasi
discepolo di Cristo in proporzione alle sue possibilità Cristo
Signore chiama sempre dalla moltitudine dei suoi discepoli quelli che
egli vuole, per averli con sé e per inviarli a predicare alle genti
(cfr. Mc 3,13 ss). Perciò egli, per mezzo dello Spirito
Santo, che distribuisce come vuole i suoi carismi per il bene delle
anime (cfr. 1 Cor 12,11), accende nel cuore dei singoli la
vocazione missionaria e nello stesso tempo suscita in seno alla Chiesa
quelle istituzioni che si assumono come dovere specifico il compito
della evangelizzazione che appartiene a tutta quanta la Chiesa.
Difatti sono insigniti di una vocazione speciale coloro che, forniti
di naturale attitudine e capaci per qualità ed ingegno, si sentono
pronti a intraprendere l'attività missionaria, siano essi autoctoni o
stranieri: sacerdoti, religiosi e laici. Essi, inviati dalla
legittima autorità, si portano per spirito di fede e di obbedienza
presso coloro che sono lontani da Cristo, riservandosi esclusivamente
per quell'opera per la quale, come ministri del Vangelo, sono stati
scelti (cfr. At 13,2), « affinché l'offerta dei pagani sia
ben accolta e santificata per lo Spirito Santo » (Rm 15,16).
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