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7. Quanto al mondo, è questo il disegno di Dio: che gli uomini,
con animo concorde, instaurino e perfezionino sempre più l'ordine
delle realtà temporali.
Tutto ciò che compone l'ordine temporale, cioè i beni della vita e
della famiglia, la cultura, l'economia, le arti e le professioni,
le istituzioni della comunità politica, le relazioni internazionali e
cosî via, la loro evoluzione e il loro progresso, non sono soltanto
mezzi con cui l'uomo può raggiungere il suo fine ultimo, ma hanno un
valore proprio, riposto in essi da Dio, sia considerati in se
stessi, sia considerati come parti di tutto l'ordine temporale: « E
Dio vide tutte le cose che aveva fatto, ed erano assai buone » (Gen
1,31). Questa loro bontà naturale riceve una speciale dignità
dal rapporto che essi hanno con la persona umana a servizio della quale
sono stati creati. Infine piacque a Dio unificare in Cristo Gesù
tutte le cose naturali e soprannaturali, « affinché egli abbia il
primato sopra tutte le cose» (Col 1,18). Questa destinazione,
tuttavia, non solo non priva l'ordine delle realtà temporali della
sua autonomia, dei suoi propri fini, delle sue proprie leggi, dei
suoi propri mezzi, della sua importanza per il bene dell'uomo, ma
anzi ne perfeziona la forza e il valore e nello stesso tempo lo adegua
alla vocazione totale dell'uomo sulla terra.
Nel corso della storia, l'uso delle cose temporali è stato macchiato
da gravi manchevolezze, perché gli uomini, in conseguenza del peccato
originale, spesso sono caduti in moltissimi errori intorno al vero
Dio, alla natura dell'uomo e ai principi della legge morale: allora
i costumi e le istituzioni umane sono stati corrotti e non di rado
conculcata la stessa persona umana. Anche ai nostri giorni, non
pochi, ponendo un'eccessiva fiducia nel progresso delle scienze
naturali e della tecnica inclinano verso una specie di idolatria delle
cose temporali, fattisi piuttosto schiavi che padroni di esse.
È compito di tutta la Chiesa aiutare gli uomini affinché siano resi
capaci di ben costruire tutto l'ordine temporale e di ordinarlo a Dio
per mezzo di Cristo.
È compito dei pastori enunciare con chiarezza i principi circa il fine
della creazione e l'uso del mondo, dare gli aiuti morali e spirituali
affinché l'ordine temporale venga instaurato in Cristo.
I laici devono assumere il rinnovamento dell'ordine temporale come
compito proprio e in esso, guidati dalla luce del Vangelo e dal
pensiero della Chiesa e mossi dalla carità cristiana, operare
direttamente e in modo concreto; come cittadini devono cooperare con
gli altri cittadini secondo la specifica competenza e sotto la propria
responsabilità; dappertutto e in ogni cosa devono cercare la giustizia
del regno di Dio.
L'ordine temporale deve essere rinnovato in modo che, nel rispetto
integrale delle leggi sue proprie, sia reso più conforme ai principi
superiori della vita. cristiana e adattato alle svariate condizioni di
luogo di tempo e di popoli. Tra le opere di simile apostolato si
distingue eminentemente l'azione sociale dei cristiani. Il Concilio
desidera oggi che essa si estenda a tutto l'ambito dell'ordine
temporale, anche a quello della cultura.
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