|
14. Immenso è il campo di apostolato che si apre nell'ordine
nazionale e internazionale, dove sono specialmente i laici a essere
ministri della sapienza cristiana. Animati dall'amore di patria e nel
fedele adempimento dei doveri civici, i cattolici si sentano obbligati
a promuovere il vero bene comune e facciano valere il peso della propria
opinione in maniera tale che il potere civile venga esercitato secondo
giustizia e le leggi corrispondano ai precetti morali e al bene comune.
I cattolici esperti in politica e, come è naturale, saldamente
ancorati alla fede e alla dottrina cristiana, non ricusino le cariche
pubbliche, potendo mediante una buona amministrazione provvedere al
bene comune e al tempo stesso aprire la via al Vangelo.
Si sforzino i cattolici di collaborare con tutti gli uomini di buona
volontà nel promuovere tutto ciò che è vero, tutto ciò che è
giusto, tutto ciò che è santo, tutto ciò che è amabile (cfr.
Fil 4,8). Entrino in dialogo con essi, andando loro incontro con
prudenza e gentilezza e promuovano indagini circa le istituzioni sociali
e pubbliche per portarle a perfezione secondo lo spirito del Vangelo.
Tra i segni del nostro tempo è degno di speciale menzione il crescente
e inarrestabile senso di solidarietà di tutti i popoli, che è compito
dell'apostolato dei laici promuovere con sollecitudine e trasformare in
sincero e autentico affetto fraterno. I laici inoltre debbono prendere
coscienza del campo internazionale e delle questioni e soluzioni sia
dottrinali sia pratiche che sorgono in esso, specialmente per quanto
riguarda i popoli in via di sviluppo.
Rammentino tutti coloro che lavorano in altre nazioni o danno ad esse
aiuto, che le relazioni fra i popoli devono essere un vero scambio
fraterno, in cui l'una e l'altra parte simultaneamente dà e riceve.
Coloro poi che viaggiano per ragioni di impegni internazionali o di
affari o di divertimento, si ricordino che essi sono dovunque anche
degli araldi itineranti di Cristo, e come tali si comportino davvero.
|
|