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19. Grande è la varietà delle associazioni apostoliche alcune si
propongono il fine apostolico generale della Chiesa; altre in
particolare il fine dell'evangelizzazione e della santificazione;
altre attendono ai fini dell'animazione cristiana dell'ordine delle
realtà temporali; altre rendono in modo speciale testimonianza a
Cristo con le opere di misericordia e di carità.
Tra queste associazioni vanno considerate in primo luogo quelle che
favoriscono e rafforzano una più intima unità tra la vita pratica dei
membri e la loro fede. Le associazioni non sono fine a se stesse, ma
devono servire a compiere la missione della Chiesa nei riguardi del
mondo: la loro incidenza apostolica dipende dalla conformità con le
finalità della Chiesa, nonché dalla testimonianza cristiana e dallo
spirito evangelico dei singoli membri e di tutta l'associazione.
Inoltre la missione universale della Chiesa, in considerazione del
progresso delle istituzioni e sotto la spinta del rapido evolversi della
società odierna, richiede che le iniziative apostoliche dei cattolici
perfezionino sempre più le forme associate in campo internazionale.
Le organizzazioni internazionali cattoliche raggiungono meglio il
proprio fine, se le associazioni che ne fanno parte e i loro membri
sono più intimamente uniti ad esse.
Salvo il dovuto legame con l'autorità ecclesiastica i laici hanno il
diritto di creare associazioni e guidarle, e di aderire a quelle già
esistenti. Occorre tuttavia evitare la dispersione delle forze che si
ha allorché si promuovono nuove associazioni e opere senza motivo
sufficiente, o si mantengono in vita, più del necessario,
associazioni o metodi invecchiati; né sarà sempre opportuno che forme
istituite in una nazione vengano portate indiscriminatamente in altre.
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