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23. L'apostolato dei laici, sia esso esercitato dai singoli che
dai cristiani consociati, dev'essere inserito, con il debito ordine,
nell'apostolato di tutta la Chiesa; anzi l'unione con coloro che lo
Spirito Santo ha posto a reggere la Chiesa di Dio (cfr. At
20,28) è un elemento essenziale dell'apostolato cristiano. Non
meno necessaria è la collaborazione tra le varie iniziative di
apostolato, che deve essere convenientemente predisposta dalla
gerarchia.
Infatti, per promuovere lo spirito di unione, affinché in tutto
l'apostolato della Chiesa splenda la carità fraterna, si raggiungano
le comuni finalità e siano evitate dannose rivalità, si richiede una
stima vicendevole fra tutte le forme di apostolato nella Chiesa e un
conveniente coordinamento, nel rispetto della natura propria di
ciascuna. Ciò è sommamente conveniente quando una determinata
attività nella Chiesa richiede l'armonia e la cooperazione apostolica
dell'uno e dell'altro clero, dei religiosi e dei laici.
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