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2. In questa Chiesa di Cristo, il sommo Pontefice, come
successore di Pietro, a cui Cristo affidò la missione di pascere le
sue pecore ed i suoi agnelli, è per divina istituzione rivestito di
una potestà suprema, piena, immediata, universale, a bene delle
anime. Egli perciò, essendo stato costituito pastore di tutti i
fedeli per promuovere sia il bene comune della Chiesa universale, sia
il bene delle singole Chiese, detiene la suprema potestà ordinaria su
tutte le Chiese.
Anche i vescovi, posti dallo Spirito Santo, succedono agli apostoli
come pastori delle anime e, insieme col sommo Pontefice e sotto la sua
autorità hanno la missione di perpetuare l'opera di Cristo, pastore
eterno. Infatti Cristo diede agli apostoli ed ai loro successori il
mandato e la potestà di ammaestrare tutte le genti, di santificare gli
uomini nella verità e di guidarli. Perciò i vescovi, per virtù
dello Spirito Santo che è stato loro dato, sono divenuti veri ed
autentici maestri della fede, pontefici e pastori.
3. I vescovi, partecipi della sollecitudine per tutte le Chiese,
esercitano il loro ufficio episcopale, ricevuto per mezzo della loro
consacrazione episcopale, in comunione e sotto l'autorità del sommo
Pontefice, in tutto ciò che riguarda il magistero ed il governo
pastorale, uniti tutti in un collegio o corpo, rispetto a tutta la
Chiesa di Dio. I singoli vescovi esercitano tale ministero nei
riguardi della porzione del gregge del Signore che è stata loro
assegnata, avendo ciascuno cura della Chiesa particolare affidatagli.
Talvolta però alcuni vescovi possono congiuntamente provvedere ad
alcune necessità comuni a diverse Chiese. Pertanto questo santo
Concilio, considerate le condizioni dell'umana società, che ai
nostri giorni sono in piena evoluzione volendo determinare i doveri
pastorali dei vescovi in maniera più particolareggiata, impartisce le
seguenti disposizioni.
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