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6. I vescovi, come legittimi successori degli apostoli e membri del
collegio episcopale, sappiano essere sempre tra loro uniti e
dimostrarsi solleciti di tutte le Chiese; per divina disposizione e
comando del l'ufficio apostolico, ognuno di essi, insieme con gli
altri vescovi, è infatti in certo qual modo responsabile della
Chiesa. In modo particolare si dimostri no solleciti di quelle parti
del mondo dove la parola di Dio non è ancora stata annunziata, o
dove, a motivo dello scarso numero di sacerdoti, i fedeli sono in
pericolo di allontanarsi dalla pratica della vita cristiana, anzi di
perdere la fede stessa.
Si adoperino perciò a che i fedeli sostengano promuovano con ardore le
opere di evangelizzazione e di apostolato. Cerchino inoltre di
preparare degni sacerdoti, come anche degli ausiliari, religiosi e
laici non solo per le missioni, ma anche per le regioni che hanno
scarsezza di clero. Facciano ogni possibile sforzo, perché alcuni
dei loro sacerdoti si rechino in terra di missione o nelle diocesi
predette ad esercitarvi il sacro ministero, per tutta la loro vita o al
meno per un determinato periodo di tempo.
Ricordino i vescovi che anche nell'uso dei beni ecclesiastici devono
essere tenute presenti le necessità non solo delle loro diocesi, ma
anche di quelle di altre Chiese particolari, perché anche queste sono
parti dell'unica Chiesa di Cristo. Ed infine rivolgano le loro
cure, secondo le loro possibilità, ad alleviare le calamità da cui
altre diocesi o altre regioni sono afflitte.
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