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9. Nell'esercizio della sua suprema, piena ed immediata potestà
sopra tutta la Chiesa, il romano Pontefice si avvale dei dicasteri
della curia romana, che perciò compiono il loro lavoro nel suo nome e
nella sua autorità, a vantaggio delle Chiese e al servizio dei sacri
pastori.
Tuttavia i Padri del santo Concilio esprimono il desiderio che questi
dicasteri, i quali hanno finora reso senza dubbio un prezioso aiuto al
romano Pontefice ed ai pastori della Chiesa, vengano riorganizzati in
modo nuovo e conforme alle necessità dei tempi, dei paesi e dei riti,
specialmente per quanto riguarda il loro numero, il loro nome, le loro
competenze, i loro metodi di lavoro ed il coordinamento delle loro
attività. Come pure desiderano che, in considerazione del ministero
pastorale dei vescovi, sia più esattamente definito l'ufficio dei
legati del romano Pontefice.
10. Poiché questi dicasteri sono stati costituiti per il bene della
Chiesa universale, si esprime parimenti il desiderio che i loro
membri, il loro personale e i loro consultori, come pure i legati del
romano Pontefice, nei limiti del possibile, siano in più larga
misura scelti dalle diverse regioni della Chiesa. Cosî gli uffici,
ossia gli organi centrali della Chiesa cattolica, presenteranno un
carattere veramente universale.
Viene altresî auspicato che tra i membri dei dicasteri siano
annoverati anche alcuni vescovi, specialmente diocesani, che possano
in modo più compiuto rappresentare al sommo Pontefice la mentalità,
i desideri e le necessità di tutte le Chiese. Da ultimo i Padri
conciliari stimano che sia molto utile che i sacri dicasteri chiedano,
più che in passato, il parere di laici che si distinguano per virtù,
dottrina ed esperienza, affinché anch'essi svolgano nella vita della
Chiesa il ruolo che loro conviene.
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