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30. Ma i principali collaboratori del vescovo sono i parroci: ad
essi, come a pastori propri, è affidata la cura delle anime in una
determinata parte della diocesi, sotto l'autorità dello stesso
vescovo.
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1) Nell'esercizio della loro missione i parroci con i loro
cooperatori devono svolgere il compito di insegnare e di governare in
modo che i fedeli e le comunità parrocchiali si sentano realmente
membri non solo della diocesi, ma anche della Chiesa universale.
Collaborino perciò sia con gli altri parroci, sia con i sacerdoti che
esercitano il ministero parrocchiale in quel territorio (quali sono,
per esempio, i vicari foranei e i decani) o sono addetti ad opere di
carattere superparrocchiale affinché la cura pastorale abbia la dovuta
unità e sia resa più efficace. La cura delle anime deve inoltre
essere animata da spirito missionario, cosicché si estenda, nel modo
dovuto, a tutti gli abitanti della parrocchia. Se i parroci non
possono raggiungere alcuni ceti di persone, ricorrano all'opera di
altri, anche laici, perché li aiutino nell'apostolato. Per rendere
più efficace la cura delle anime va caldamente raccomandata la vita
comune dei sacerdoti, specialmente di quelli addetti alla stessa
parrocchia; essa, mentre giova all'attività apostolica, offre ai
fedeli esempio di carità e di unità.
2) Per quanto riguarda il ministero di insegnare, i parroci devono
predicare la parola di Dio a tutti i fedeli, perché essi, radicati
nella fede, nella speranza e nella carità, crescano in Cristo, e la
comunità cristiana renda quella testimonianza di carità che il
Signore ha raccomandato inoltre, con un'istruzione catechistica
appropriata all'età di ciascuno, devono condurre i fedeli alla piena
conoscenza del mistero della salvezza. Nell'impartire questa
istruzione si servano non solo dell'aiuto dei religiosi, ma anche
della collaborazione dei laici, istituendo pure la confraternita della
dottrina cristiana. Nel campo del ministero della santificazione, i
parroci abbiano di mira che la santa messa diventi il centro ed il
culmine di tutta la vita della comunità cristiana; si sforzino inoltre
perché i fedeli alimentino la loro vita spirituale accostandosi
devotamente e frequentemente ai santi sacramenti e partecipando
consapevolmente ed attivamente alla liturgia. I parroci inoltre si
ricordino che il sacramento della penitenza è di grandissimo giovamento
per la vita cristiana; quindi Si mostrino sempre disposti e pronti ad
ascoltare le confessioni dei fedeli, chiamando in aiuto, se occorra,
anche altri sacerdoti che conoscano bene differenti lingue. Nel
compiere il loro dovere di pastori, i parroci si studino di conoscere
il loro gregge. E poiché sono i servitori di tutti i fedeli, si
adoperino a sviluppare la vita cristiana in ogni fedele, sia nelle
famiglie, sia nelle associazioni, soprattutto in quelle dedite
all'apostolato, sia in tutta la comunità parrocchiale. Pertanto
visitino le case e le scuole, secondo le esigenze del loro compito
pastorale; provvedano con ogni premura agli adolescenti ed ai giovani;
circondino di una carità paterna i poveri e gli ammalati; rivolgano
una particolare cura agli operai e stimolino i fedeli a portare il loro
concorso alle opere di apostolato.
3) I vicari parrocchiali, che sono i collaboratori del parroco,
danno ogni giorno un prezioso ed attivo aiuto all'esercizio del
ministero pastorale, sotto l'autorità del parroco. Perciò tra il
parroco ed i suoi vicari vi siano sempre relazioni fraterne, carità e
rispetto vicendevoli. Parroco e vicari si sorreggano a vicenda col
consiglio, con l'aiuto e con l'esempio; ed insieme facciano fronte
al lavoro parrocchiale con unità di intenti e concordia di sforzi.
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