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12. Nell'esercizio del loro ministero di insegnare annunzino agli
uomini il Vangelo di Cristo, che uno dei principali doveri dei
vescovi e ciò faccia no, nella forza dello Spirito, invitando gli
uomini al la fede o confermandoli nella fede viva. Propongano loro il
mistero integrale di Cristo, ossia quelle verità che non si possono
ignorare senza ignorare Cristo stesso; e additino contemporaneamente
alle anime la via da Dio rivelata, che conduce gli uomini alla
glorificazione del Signore e con ciò alla loro eterna felicità.
Mostrino inoltre che, nei disegni di Dio, le stesse cose terrene e
le umane istituzioni sono ordinate alla salvezza degli uomini e possono
di conseguenza non poco contribuire all'edificazione del Corpo di
Cristo.
Insegnino pertanto quanto grande è, secondo la dottrina della
Chiesa, il valore della persona umana, della sua libertà e della
stessa vita fisica; il valore della famiglia, della sua unità e
stabilità, della procreazione ed educazione della prole; il valore
della società civile, con le sue leggi e con le varie professioni in
essa esistenti; il valore del lavoro e del riposo, delle arti e della
tecnica; il valore della povertà e dell'abbondanza dei beni
materiali. E da ultimo espongano come debbano essere risolti i
gravissimi problemi sollevati dal possesso dei beni materiali, dal loro
sviluppo e dalla loro giusta distribuzione, dalla pace e dalla guerra,
e dalla fraterna convivenza di tutti i popoli.
13. I vescovi devono esporre la dottrina cristiana in modo consono
alle necessità del tempo in cui viviamo: in un modo, cioè, che
risponda alle difficoltà ed ai problemi, dai quali sono assillati ed
angustiati gli uomini d'oggi. Inoltre non solo devono difenderla in
prima persona, ma devono stimolare anche i fedeli a fare altrettanto ed
a propagarla. Propongano poi tale insegnamento in maniera da
dimostrare la materna sollecitudine della Chiesa verso tutti gli
uomini, sia fedeli sia non fedeli; e concordino una particolare
attenzione ai più poveri e ai più deboli, memori che a questi sono
stati mandati dal Signore ad annunziare il Vangelo.
E poiché la Chiesa non può non stabilire un colloquio con l'umana
società in seno alla quale vive, incombe in primo luogo ai vescovi il
dovere di andare agli uomini e di sollecitare e promuovere un dialogo
con essi. Ma perché in questi dialoghi di salvezza la verità vada
sempre unita con la carità, e l'intelligenza con l'amore, è
necessario non solo che essi si svolgano con chiarezza di linguaggio,
con umiltà e con mitezza, ma anche che in essi ad un doverosa prudenza
si accompagni una vicendevole fiducia; perché tale fiducia, favorendo
l'amicizia, è destinata ad unire gli animi.
Per la diffusione della dottrina cristiana, ricorrano ai mezzi che
oggi sono a disposizione: in primo luogo alla predicazione ed alla
istruzione catechistica, che hanno sempre una capitale importanza; poi
alla esposizione della stessa dottrina nelle scuole, nelle
università, mediante conferenze e riunioni di ogni specie; infine a
pubbliche dichiarazioni, in occasione di qualche speciale avvenimento,
fatte per mezzo della stampa e dei vari mezzi di comunicazione sociale,
dei quali è assolutamente opportuno servirsi per annunziare il Vangelo
di Cristo.
14. Vigilino affinché con premuroso zelo, non solo ai fanciulli ed
ai giovani, ma anche agli adulti sia insegnato il catechismo, che ha
lo scopo di ravvivare tra gli uomini la fede e di renderla cosciente e
attiva, per mezzo di un'opportuna istruzione. Abbiano cura che
questo insegnamento sia fatto secondo un ordine ed un metodo che si
addica, oltre che alla materia di cui si tratta, alla mentalità,
alle capacità, all'età e alle condizioni di vita degli uditori, e
sia basato sulla sacra Scrittura, sulla tradizione, sulla liturgia,
sul magistero e sulla vita della Chiesa. Si adoperino inoltre perché
i catechisti siano convenientemente preparati al loro compito,
conoscano di conseguenza a fondo la dottrina della Chiesa e apprendano
in teoria ed in pratica le leggi della psicologia e le materie
pedagogiche. Abbiano anche cura di ripristinare o meglio adattare ai
nostri tempi l'istituto dei catecumeni adulti.
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