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16. Nell'esercizio del loro ufficio di padri e di pastori, i
vescovi si comportino in mezzo ai loro fedeli come coloro che servono
come buoni pastori che conoscono le loro pecorelle e sono da esse
conosciuti, come veri padri che eccellono per il loro spirito di
carità e di zelo verso tutti e la cui autorità ricevuta da Dio
incontra un'adesione unanime e riconoscente. Raccolgano intorno a sé
l'intera famiglia del loro gregge e diano ad essa una tale formazione
che tutti, consapevoli dei loro doveri, vivano ed operino in comunione
di carità.
Per raggiungere simile intento i vescovi «disposti a qualsiasi opera
buona» (2 Tm 2,21), e «sopportando tutto per amore degli
eletti» (2 Tm 2,10), orientino la loro vita in modo che sia
atta a rispondere alle esigenze dei nostri tempi.
Trattino sempre con particolare carità i sacerdoti, perché essi si
assumono una parte dei loro ministeri e delle loro preoccupazioni, e vi
si consacrano nella vita quotidiana con tanto zelo. Li considerino
come figli ed amici e perciò siano disposti ad ascoltarli e a trattarli
con fiducia e benevolenza, allo scopo di incrementare l'attività
pastorale in tutta la diocesi.
Dimostrino il più premuroso interessamento per le loro condizioni
spirituali, intellettuali e materiali, affinché essi, con una vita
santa e pia, possano esercitare il loro ministero fedelmente e
fruttuosamente. A tale scopo favoriscano istituzioni e organizzino
particolari convegni nei quali i sacerdoti di tanto in tanto possano
riunirsi, sia per la rinnovazione della loro vita in corsi più lunghi
di esercizi spirituali, sia per l'approfondimento delle scienze
ecclesiastiche, e specialmente della sacra Scrittura e della
teologia, dei problemi sociali di maggiore importanza e dei nuovi
metodi dell'attività pastorale. Seguano con misericordia attiva quei
sacerdoti che, per qualsiasi ragione, si trovano in pericolo, o sono
in qualche modo venuti meno ai loro doveri.
Per essere in grado di meglio provvedere al bene dei fedeli, secondo
il bisogno di ciascuno, i vescovi cerchino di conoscere a fondo le loro
necessità e le condizioni sociali nelle quali vivono, ricorrendo,
tale scopo, a tutti i mezzi opportuni, e specialmente alle indagini
sociologiche. Si dimostrino premurosi verso tutti: di qualsiasi
età, condizione, nazionalità siano essi del paese, o di passaggio,
o stranieri. Nell'esercizio di questa attività pastorale,
rispettino compiti spettanti ai loro fedeli nelle cose di Chiesa,
riconoscendo loro anche il dovere ed il diritto di collaborare
attivamente all'edificazione del corpo mistico di Cristo.
Amino i fratelli separati e raccomandino ai lo fedeli di trattarli con
grande umanità e carità, favorendo cosî l'ecumenismo, inteso nel
senso insegnato dalla Chiesa. Estendano il loro zelo anche ai non
battezzati, affinché pure ad essi si manifesti la carità di Cristo,
di cui i vescovi sono testimoni davanti a tutti.
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