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7. Dio, con somma benignità, dispose che quanto egli aveva
rivelato per la salvezza di tutte le genti, rimanesse per sempre
integro e venisse trasmesso a tutte le generazioni. Perciò Cristo
Signore, nel quale trova compimento tutta intera la Rivelazione di
Dio altissimo, ordinò agli apostoli che l'Evangelo, prima promesso
per mezzo dei profeti e da lui adempiuto e promulgato di persona venisse
da loro predicato a tutti come la fonte di ogni verità salutare e di
ogni regola morale, comunicando cosî ad essi i doni divini. Ciò
venne fedelmente eseguito, tanto dagli apostoli, i quali nella
predicazione orale, con gli esempi e le istituzioni trasmisero sia ciò
che avevano ricevuto dalla bocca del Cristo vivendo con lui e
guardandolo agire, sia ciò che avevano imparato dai suggerimenti dello
spirito Santo, quanto da quegli apostoli e da uomini a loro cerchia,
i quali, per ispirazione dello Spirito Santo, misero per scritto il
messaggio della salvezza.
Gli apostoli poi, affinché l'Evangelo si conservasse sempre integro
e vivo nella Chiesa, lasciarono come loro successori i vescovi, ad
essi « affidando il loro proprio posto di maestri ». Questa sacra
Tradizione e la Scrittura sacra dell'uno e dell'altro Testamento
sono dunque come uno specchio nel quale la Chiesa pellegrina in terra
contempla Dio, dal quale tutto riceve, finché giunga a vederlo
faccia a faccia, com'egli è (cfr. 1 Gv 3,2).
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