|
21. La Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto
per il Corpo stesso di Cristo, non mancando mai, soprattutto nella
sacra liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della
parola di Dio che del Corpo di Cristo, e di porgerlo ai fedeli.
Insieme con la sacra Tradizione, ha sempre considerato e considera le
divine Scritture come la regola suprema della propria fede; esse
infatti, ispirate come sono da Dio e redatte una volta per sempre,
comunicano immutabilmente la parola di Dio stesso e fanno risuonare
nelle parole dei profeti e degli apostoli la voce dello Spirito
Santo. È necessario dunque che la predicazione ecclesiastica, come
la stessa religione cristiana, sia nutrita e regolata dalla sacra
Scrittura. Nei libri sacri, infatti, il Padre che è nei cieli
viene con molta amorevolezza incontro ai suoi figli ed entra in
conversazione con essi; nella parola di Dio poi è insita tanta
efficacia e potenza, da essere sostegno e vigore della Chiesa, e per
i figli della Chiesa la forza della loro fede, il nutrimento
dell'anima, la sorgente pura e perenne della vita spirituale.
Perciò si deve riferire per eccellenza alla sacra Scrittura ciò che
è stato detto: «viva ed efficace è la parola di Dio » (Eb
4,12), « che ha il potere di edificare e dare l'eredità con
tutti i santificati» (At 20,32; cfr. 1 Ts 2,13).
|
|