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11. Dio chiama gli esseri umani al suo servizio in spirito e
verità; per cui essi sono vincolati in coscienza a rispondere alla
loro vocazione, ma non coartati. Egli, infatti, ha riguardo della
dignità della persona umana da lui creata, che deve godere di libertà
e agire con responsabilità. Ciò è apparso in grado sommo in Cristo
Gesù, nel quale Dio ha manifestato se stesso e le sue vie in modo
perfetto. Infatti Cristo, che è Maestro e Signore nostro, mite
ed umile di cuore ha invitato e attratto i discepoli pazientemente.
Certo, ha sostenuto e confermato la sua predicazione con i miracoli
per suscitare e confortare la fede negli uditori, ma senza esercitare
su di essi alcuna coercizione Ha pure rimproverato l'incredulità
degli uditori, lasciando però la punizione a Dio nel giorno del
giudizio. Mandando gli apostoli nel mondo, disse loro: « Chi avrà
creduto e sarà battezzato, sarà salvo. Chi invece non avrà creduto
sarà condannato » (Mc 16,16). ma conoscendo che la zizzania
è stata seminata con il grano, comandò di lasciarli crescere tutti e
due fino alla mietitura che avverrà alla fine del tempo. Non volendo
essere un messia politico e dominatore con la forza preferî essere
chiamato Figlio dell'uomo che viene « per servire e dare la sua vita
in redenzione di molti » (Mc 10,45). Si presentò come il
perfetto servo di Dio che « non rompe la canna incrinata e non smorza
il lucignolo che fuma » (Mt 12,20). Riconobbe la potestà
civile e i suoi diritti, comandando di versare il tributo a Cesare,
ammonî però chiaramente di rispettare i superiori diritti di Dio: «
Rendete a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di
Dio » (Mt 22,21). Finalmente ha ultimato la sua rivelazione
compiendo nella croce l'opera della redenzione, con cui ha acquistato
agli esseri umani la salvezza e la vera libertà. Infatti rese
testimonianza alla verità, però non volle imporla con la forza a
coloro che la respingevano. Il suo regno non si erige con la spada ma
si costituisce ascoltando la verità e rendendo ad essa testimonianza,
e cresce in virtù dell'amore con il quale Cristo esaltato in croce
trae a sé gli esseri umani.
Gli apostoli, istruiti dalla parola e dall'esempio di Cristo, hanno
seguito la stessa via. Fin dal primo costituirsi della Chiesa i
discepoli di Cristo si sono adoperati per convertire gli esseri umani a
confessare Cristo Signore, non però con un'azione coercitiva né
con artifizi indegni del Vangelo, ma anzitutto con la forza della
parola di Dio, Con coraggio annunziavano a tutti il proposito di Dio
salvatore, « il quale vuole che tutti gli uomini si salvino ed
arrivino alla conoscenza della verità » (1 Tm 2,4); nello
stesso tempo, però, avevano riguardo per i deboli, sebbene fossero
nell'errore, mostrando in tal modo come «ognuno di noi renderà conto
di sé a Dio» (Rm 14,12) e sia tenuto ad obbedire soltanto
alla propria coscienza. Come Cristo, gli apostoli hanno sempre
cercato di rendere testimonianza alla verità di Dio, arditamente
osando dinanzi al popolo e ai principi di « annunziare con fiducia la
parola di Dio » (At 4,31). Con ferma fede ritenevano che lo
stesso Vangelo fosse realmente la forza di Dio per la salvezza di ogni
credente. Sprezzando quindi tutte « le armi carnali » seguendo
l'esempio di mansuetudine e di modestia di Cristo, hanno predicato la
parola di Dio pienamente fiduciosi nella divina virtù di tale parola
del distruggere le forze avverse a Dio e nell'avviare gli esseri umani
alla fede e all'ossequio di Cristo, Come il Maestro, cosî anche
gli apostoli hanno riconosciuto la legittima autorità civile: « Non
vi è infatti potestà se non da Dio », insegna l'Apostolo, il
quale perciò comanda: « Ognuno sia soggetto alle autorità in
carica... Chi si oppone alla potestà, resiste all'ordine
stabilito da Dio » (Rm 13,1-5). Nello stesso tempo,
però, non hanno avuto timore di resistere al pubblico potere che si
opponeva alla santa volontà di Dio: « È necessario obbedire a Dio
prima che agli uomini » (At 5,29). La stessa via hanno seguito
innumerevoli martiri e fedeli attraverso i secoli e in tutta la terra.
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