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Per questo il Concilio Vaticano II, avendo penetrato più a fondo
il mistero della Chiesa, non esita ora a rivolgere la sua parola non
più ai soli figli della Chiesa e a tutti coloro che invocano il nome
di Cristo, ma a tutti gli uomini. A tutti vuol esporre come esso
intende la presenza e l'azione della Chiesa nel mondo contemporaneo.
Il mondo che esso ha presente è perciò quello degli uomini, ossia
l'intera famiglia umana nel contesto di tutte quelle realtà entro le
quali essa vive; il mondo che è teatro della storia del genere umano,
e reca i segni degli sforzi dell'uomo, delle sue sconfitte e delle sue
vittorie; il mondo che i cristiani credono creato e conservato in
esistenza dall'amore del Creatore: esso è caduto, certo, sotto la
schiavitù del peccato, ma il Cristo, con la croce e la risurrezione
ha spezzato il potere del Maligno e l'ha liberato e destinato,
secondo il proposito divino, a trasformarsi e a giungere al suo
compimento.
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