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Una cosî rapida evoluzione, spesso disordinatamente realizzata, e la
stessa presa di coscienza sempre più acuta delle discrepanze esistenti
nel mondo, generano o aumentano contraddizioni e squilibri. Anzitutto
a livello della persona si nota molto spesso lo squilibrio tra una
moderna intelligenza pratica e il modo di pensare speculativo, che non
riesce a dominare né a ordinare in sintesi soddisfacenti l'insieme
delle sue conoscenze.
Uno squilibrio si genera anche tra la preoccupazione dell'efficienza
pratica e le esigenze della coscienza morale, nonché molte volte tra
le condizioni della vita collettiva e le esigenze di un pensiero
personale e della stessa contemplazione.
Di qui ne deriva infine lo squilibrio tra le specializzazioni
dell'attività umana e una visione universale della realtà. Nella
famiglia poi le tensioni nascono sia dalla pesantezza delle condizioni
demografiche, economiche e sociali, sia dal conflitto tra le
generazioni che si susseguono, sia dal nuovo tipo di rapporti sociali
tra uomo e donna. Grandi contrasti sorgono anche tra le razze e le
diverse categorie sociali; tra nazioni ricche e meno dotate e povere;
infine tra le istituzioni internazionali nate dall'aspirazione dei
popoli alla pace e l'ambizione di imporre la propria ideologia,
nonché gli egoismi collettivi esistenti negli Stati o in altri
gruppi.
Di qui derivano diffidenze e inimicizie, conflitti ed amarezze di cui
l'uomo è a un tempo causa e vittima.
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