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Anche nella vita economico-sociale sono da tenere in massimo rilievo e
da promuovere la dignità della persona umana, la sua vocazione
integrale e il bene dell'intera società. L'uomo infatti è
l'autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale.
L'economia contemporanea, come ogni altro campo della vita sociale,
è caratterizzata da un dominio crescente dell'uomo sulla natura,
dalla moltiplicazione e dalla intensificazione dei rapporti e dalla
interdipendenza tra cittadini, gruppi e popoli, come pure da un più
intenso intervento dei pubblici poteri. Nello stesso tempo, il
progresso nella efficienza produttiva e nella migliore organizzazione
degli scambi e servizi hanno reso l'economia strumento adatto a meglio
soddisfare i bisogni accresciuti della famiglia umana.
Tuttavia non mancano motivi di preoccupazione. Molti uomini,
soprattutto nelle regioni economicamente sviluppate, appaiono quasi
unicamente retti dalle esigenze dell'economia, cosicché quasi tutta
la loro vita personale e sociale viene permeata da una mentalità
economicistica, e ciò si diffonde sia nei paesi ad economia
collettivistica che negli altri. In un tempo in cui lo sviluppo della
vita economica, orientata e coordinata in una maniera razionale e
umana, potrebbe permettere una attenuazione delle disparità sociali,
troppo spesso essa si tramuta in una causa del loro aggravamento o, in
alcuni luoghi, perfino nel regresso delle condizioni sociali dei deboli
e nel disprezzo dei poveri. Mentre folle immense mancano dello stretto
necessario, alcuni, anche nei paesi meno sviluppati, vivono
nell'opulenza o dissipano i beni. Il lusso si accompagna alla
miseria. E, mentre pochi uomini dispongono di un assai ampio potere
di decisione, molti mancano quasi totalmente della possibilità di
agire di propria iniziativa o sotto la propria responsabilità, spesso
permanendo in condizioni di vita e di lavoro indegne di una persona
umana.
Simili squilibri economici e sociali si avvertono tra l'agricoltura,
l'industria e il settore dei servizi, come pure tra le diverse regioni
di uno stesso paese. Una contrapposizione, che può mettere in
pericolo la pace del mondo intero, si fa ogni giorno più grave tra le
nazioni economicamente più progredite e le altre.
Gli uomini del nostro tempo reagiscono con coscienza sempre più
sensibile di fronte a tali disparità: essi sono profondamente convinti
che le più ampie possibilità tecniche ed economiche, proprie del
mondo contemporaneo, potrebbero e dovrebbero correggere questo funesto
stato di cose. Ma per questo si richiedono molte riforme nelle
strutture della vita economico-sociale; è necessario anche da parte
di tutti un mutamento di mentalità e di abitudini di vita. In vista
di ciò la Chiesa, lungo lo svolgersi della storia, ha formulato
nella luce del Vangelo e, soprattutto in questi ultimi tempi, ha
largamente insegnato i principi di giustizia e di equità richiesti
dalla retta ragione umana e validi sia per la vita individuale o sociale
che per la vita internazionale. Il sacro Concilio, tenuto conto
delle caratteristiche del tempo presente, intende riconfermare tali
principi e formulare alcuni orientamenti, con particolare riguardo alle
esigenze dello sviluppo economico.
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