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Nelle imprese economiche si uniscono delle persone, cioè uomini
liberi ed autonomi, creati ad immagine di Dio. Perciò, prendendo
in considerazione le funzioni di ciascuno - sia proprietari, sia
imprenditori, sia dirigenti, sia operai - e salva la necessaria
unità di direzione dell'impresa, va promossa, in forme da
determinarsi in modo adeguato, la attiva partecipazione di tutti alla
gestione dell'impresa. Poiché, tuttavia, in molti casi non è più
a livello dell'impresa, ma a livello superiore in istituzioni di
ordine più elevato, che si prendono le decisioni economiche e sociali
da cui dipende l'avvenire dei lavoratori e dei loro figli, bisogna che
essi siano parte attiva anche in tali decisioni, direttamente o per
mezzo di rappresentanti liberamente eletti.
Tra i diritti fondamentali della persona umana bisogna annoverare il
diritto dei lavoratori di fondare liberamente proprie associazioni, che
possano veramente rappresentarli e contribuire ad organizzare rettamente
la vita economica, nonché il diritto di partecipare liberamente alle
attività di tali associazioni senza incorrere nel rischio di
rappresaglie. Grazie a tale partecipazione organizzata, congiunta con
una formazione economica e sociale crescente, andrà sempre più
aumentando in tutti la coscienza della propria funzione e
responsabilità: essi saranno cosî portati a sentirsi parte attiva,
secondo le capacità e le attitudini di ciascuno, in tutta l'opera
dello sviluppo economico e sociale e della realizzazione del bene comune
universale.
In caso di conflitti economico-sociali, si deve fare ogni sforzo per
giungere a una soluzione pacifica. Benché sempre si debba ricorrere
innanzitutto a un dialogo sincero tra le parti, lo sciopero può
tuttavia rimanere anche nelle circostanze odierne un mezzo necessario,
benché estremo, per la difesa dei propri diritti e la soddisfazione
delle giuste aspirazioni dei lavoratori. Bisogna però cercare quanto
prima le vie atte a riprendere il dialogo per le trattative e la
conciliazione.
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