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Dio ha destinato la terra e tutto quello che essa contiene all'uso di
tutti gli uomini e di tutti i popoli, e pertanto i beni creati debbono
essere partecipati equamente a tutti, secondo la regola della
giustizia, inseparabile dalla carità, Pertanto, quali che siano le
forme della proprietà, adattate alle legittime istituzioni dei popoli
secondo circostanze diverse e mutevoli, si deve sempre tener conto di
questa destinazione universale dei beni. L'uomo, usando di questi
beni, deve considerare le cose esteriori che legittimamente possiede
non solo come proprie, ma anche come comuni, nel senso che possano
giovare non unicamente a lui ma anche agli altri. Del resto, a tutti
gli uomini spetta il diritto di avere una parte di beni sufficienti a
sé e alla propria famiglia. Questo ritenevano giusto i Padri e
dottori della Chiesa, i quali insegnavano che gli uomini hanno
l'obbligo di aiutare i poveri, e non soltanto con il loro superfluo.
Colui che si trova in estrema necessità, ha diritto di procurarsi il
necessario dalle ricchezze altrui. Considerando il fatto del numero
assai elevato di coloro che nel mondo intero sono oppressi dalla fame,
il sacro Concilio richiama urgentemente tutti, sia singoli che
autorità pubbliche, affinché - memori della sentenza dei Padri: «
Dà da mangiare a colui che è moribondo per fame, perché se non gli
avrai dato da mangiare, lo avrai ucciso » realmente mettano a
disposizione ed impieghino utilmente i propri beni, ciascuno secondo le
proprie risorse, specialmente fornendo ai singoli e ai popoli i mezzi
con cui essi possano provvedere a se stessi e svilupparsi.
Nelle società economicamente meno sviluppate, frequentemente la
destinazione comune dei beni è in parte attuata mediante un insieme di
consuetudini e di tradizioni comunitarie, che assicurano a ciascun
membro i beni più necessari. Bisogna certo evitare che alcune
consuetudini vengano considerate come assolutamente immutabili, se esse
non rispondono più alle nuove esigenze del tempo presente; d'altra
parte però, non si deve agire imprudentemente contro quelle oneste
consuetudini che non cessano di essere assai utili, purché vengano
opportunamente adattate alle odierne circostanze. Similmente, nelle
nazioni economicamente molto sviluppate, una rete di istituzioni
sociali per la previdenza e la sicurezza sociale può in parte
contribuire a tradurre in atto la destinazione comune dei beni.
Inoltre, è importante sviluppare ulteriormente i servizi familiari e
sociali, specialmente quelli che provvedono agli aspetti culturali ed
educativi. Ma nell'organizzare tutte queste istituzioni bisogna
vegliare affinché i cittadini non siano indotti ad assumere di fronte
alla società un atteggiamento di passività o di irresponsabilità nei
compiti assunti o di rifiuto di servizio.
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