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Gli uomini, le famiglie e i diversi gruppi che formano la comunità
civile sono consapevoli di non essere in grado, da soli, di costruire
una vita capace di rispondere pienamente alle esigenze della natura
umana e avvertono la necessità di una comunità più ampia, nella
quale tutti rechino quotidianamente il contributo delle proprie
capacità, allo scopo di raggiungere sempre meglio il bene comune.
Per questo essi costituiscono, secondo vari tipi istituzionali, una
comunità politica.
La comunità politica esiste dunque in funzione di quel bene comune,
nel quale essa trova significato e piena giustificazione e che
costituisce la base originaria del suo diritto all'esistenza.
Il bene comune si concreta nell'insieme di quelle condizioni di vita
sociale che consentono e facilitano agli esseri umani, alle famiglie e
alle associazioni il conseguimento più pieno della loro perfezione.
Ma nella comunità politica si riuniscono insieme uomini numerosi e
differenti, che legittimamente possono indirizzarsi verso decisioni
diverse. Affinché la comunità politica non venga rovinata dal
divergere di ciascuno verso la propria opinione, è necessaria
un'autorità capace di dirigere le energie di tutti i cittadini verso
il bene comune, non in forma meccanica o dispotica, ma prima di tutto
come forza morale che si appoggia sulla libertà e sul senso di
responsabilità.
È dunque evidente che la comunità politica e l'autorità pubblica
hanno il loro fondamento nella natura umana e perciò appartengono
all'ordine fissato da Dio, anche se la determinazione dei regimi
politici e la designazione dei governanti sono lasciate alla libera
decisione dei cittadini.
Ne segue parimenti che l'esercizio dell'autorità politica, sia da
parte della comunità come tale, sia da parte degli organismi che
rappresentano lo Stato, deve sempre svolgersi nell'ambito
dell'ordine morale, per il conseguimento del bene comune (ma
concepito in forma dinamica), secondo le norme di un ordine giuridico
già definito o da definire. Allora i cittadini sono obbligati in
coscienza ad obbedire. Da ciò risulta chiaramente la
responsabilità, la dignità e 1 importanza del ruolo di coloro che
governano.
Dove i cittadini sono oppressi da un'autorità pubblica che va al di
là delle sue competenze, essi non rifiutino ciò che è oggettivamente
richiesto dal bene comune; sia però lecito difendere i diritti propri
e dei concittadini contro gli abusi dell'autorità, nel rispetto dei
limiti dettati dalla legge naturale e dal Vangelo.
Le modalità concrete con le quali la comunità politica organizza le
proprie strutture e l'equilibrio dei pubblici poteri possono variare,
secondo l'indole dei diversi popoli e il cammino della storia; ma
sempre devono mirare alla formazione di un uomo educato, pacifico e
benevolo verso tutti, per il vantaggio di tutta la famiglia umana.
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