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È di grande importanza, soprattutto in una società pluralista, che
si abbia una giusta visione dei rapporti tra la comunità politica e la
Chiesa e che si faccia una chiara distinzione tra le azioni che i
fedeli, individualmente o in gruppo, compiono in proprio nome, come
cittadini, guidati dalla loro coscienza cristiana, e le azioni che
essi compiono in nome della Chiesa in comunione con i loro pastori.
La Chiesa che, in ragione del suo ufficio e della sua competenza, in
nessuna maniera si confonde con la comunità politica e non è legata ad
alcun sistema politico, è insieme il segno e la salvaguardia del
carattere trascendente della persona umana.
La comunità politica e la Chiesa sono indipendenti e autonome l'una
dall'altra nel proprio campo. Ma tutte e due, anche se a titolo
diverso, sono a servizio della vocazione personale e sociale degli
stessi uomini. Esse svolgeranno questo loro servizio a vantaggio di
tutti in maniera tanto più efficace, quanto più coltiveranno una sana
collaborazione tra di loro, secondo modalità adatte alle circostanze
di luogo e di tempo. L'uomo infatti non è limitato al solo orizzonte
temporale, ma, vivendo nella storia umana, conserva integralmente la
sua vocazione eterna.
Quanto alla Chiesa, fondata nell'amore del Pcedentore, essa
contribuisce ad estendere il raggio d'azione della giustizia e
dell'amore all'interno di ciascuna nazione e tra le nazioni.
Predicando la verità evangelica e illuminando tutti i settori
dell'attività umana con la sua dottrina e con la testimonianza resa
dai cristiani, rispetta e promuove anche la libertà politica e la
responsabilità dei cittadini.
Gli apostoli e i loro successori con i propri collaboratori, essendo
inviati ad annunziare agli uomini il Cristo Salvatore del mondo,
nell'esercizio del loro apostolato si appoggiano sulla potenza di
Dio, che molto spesso manifesta la forza del Vangelo nella debolezza
dei testimoni. Bisogna che tutti quelli che si dedicano al ministero
della parola di Dio, utilizzino le vie e i mezzi propri del Vangelo,
i quali differiscono in molti punti dai mezzi propri della città
terrestre.
Certo, le cose terrene e quelle che, nella condizione umana,
superano questo mondo, sono strettamente unite, e la Chiesa stessa si
serve di strumenti temporali nella misura in cui la propria missione lo
richiede. Tuttavia essa non pone la sua speranza nei privilegi
offertigli dall'autorità civile. Anzi, essa rinunzierà
all'esercizio di certi diritti legittimamente acquisiti, ove
constatasse che il loro uso può far dubitare della sincerità della sua
testimonianza o nuove circostanze esigessero altre disposizioni.
Ma sempre e dovunque, e con vera libertà, è suo diritto predicare
la fede e insegnare la propria dottrina sociale, esercitare senza
ostacoli la propria missione tra gli uomini e dare il proprio giudizio
morale, anche su cose che riguardano l'ordine politico, quando ciò
sia richiesto dai diritti fondamentali della persona e dalla salvezza
delle anime. E farà questo utilizzando tutti e soli quei mezzi che
sono conformi al Vangelo e in armonia col bene di tutti, secondo la
diversità dei tempi e delle situazioni.
Nella fedeltà del Vangelo e nello svolgimento della sua missione nel
mondo, la Chiesa, che ha come compito di promuovere ed elevare tutto
quello che di vero, buono e bello si trova nella comunità umana
rafforza la pace tra gli uomini a gloria di Dio.
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