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La pace non è la semplice assenza della guerra, né può ridursi
unicamente a rendere stabile l'equilibrio delle forze avverse; essa
non è effetto di una dispotica dominazione, ma viene con tutta
esattezza definita a opera della giustizia » (Is 32,7). È il
frutto dell'ordine impresso nella società umana dal suo divino
Fondatore e che deve essere attuato dagli uomini che aspirano
ardentemente ad una giustizia sempre più perfetta. Infatti il bene
comune del genere umano è regolato, sî, nella sua sostanza, dalla
legge eterna, ma nelle sue esigenze concrete è soggetto a continue
variazioni lungo il corso del tempo; per questo la pace non è mai
qualcosa di raggiunto una volta per tutte, ma è un edificio da
costruirsi continuamente. Poiché inoltre la volontà umana è labile
e ferita per di più dal peccato, l'acquisto della pace esige da
ognuno il costante dominio delle passioni e la vigilanza della legittima
autorità.
Tuttavia questo non basta. Tale pace non si può ottenere sulla terra
se non è tutelato il bene delle persone e se gli uomini non possono
scambiarsi con fiducia e liberamente le ricchezze del loro animo e del
loro ingegno. La ferma volontà di rispettare gli altri uomini e gli
altri popoli e la loro dignità, e l'assidua pratica della fratellanza
umana sono assolutamente necessarie per la costruzione della pace. In
tal modo la pace è frutto anche dell'amore, il quale va oltre quanto
può apportare la semplice giustizia.
La pace terrena, che nasce dall'amore del prossimo, è essa stessa
immagine ed effetto della pace di Cristo che promana dal Padre. Il
Figlio incarnato infatti, principe della pace, per mezzo della sua
croce ha riconciliato tutti gli uomini con Dio; ristabilendo l'unità
di tutti in un solo popolo e in un solo corpo, ha ucciso nella sua
carne l'odio e, nella gloria della sua risurrezione, ha diffuso lo
Spirito di amore nel cuore degli uomini.
Pertanto tutti i cristiani sono chiamati con insistenza a praticare la
verità nell'amore (Ef 4,15) e ad unirsi a tutti gli uomini
sinceramente amanti della pace per implorarla dal cielo e per attuarla.
Mossi dal medesimo spirito, noi non possiamo non lodare coloro che,
rinunciando alla violenza nella rivendicazione dei loro diritti,
ricorrono a quei mezzi di difesa che sono, del resto, alla portata
anche dei più deboli, purché ciò si possa fare senza pregiudizio dei
diritti e dei doveri degli altri o della comunità.
Gli uomini, in quanto peccatori, sono e saranno sempre sotto la
minaccia della guerra fino alla venuta di Cristo; ma in quanto
riescono, uniti nell'amore, a vincere i1 peccato essi vincono anche
la violenza, fino alla realizzazione di quella parola divina « Con le
loro spade costruiranno aratri e falci con le loro lance; nessun popolo
prenderà più le armi contro un altro popolo, né si eserciteranno
più per la guerra» (Is 2,4).
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