|
Il progresso delle armi scientifiche ha enormemente accresciuto
l'orrore e l'atrocità della guerra. Le azioni militari, infatti,
se condotte con questi mezzi, possono produrre distruzioni immani e
indiscriminate, che superano pertanto di gran lunga i limiti di una
legittima difesa. Anzi, se mezzi di tal genere, quali ormai si
trovano negli arsenali delle grandi potenze, venissero pienamente
utilizzati, si avrebbe la reciproca e pressoché totale distruzione
delle parti contendenti, senza considerare le molte devastazioni che ne
deriverebbero nel resto del mondo e gli effetti letali che sono la
conseguenza dell'uso di queste armi.
Tutte queste cose ci obbligano a considerare l'argomento della guerra
con mentalità completamente nuova. Sappiano gli uomini di questa età
che dovranno rendere severo conto dei loro atti di guerra, perché il
corso dei tempi futuri dipenderà in gran parte dalle loro decisioni di
oggi.
Avendo ben considerato tutte queste cose, questo sacro Concilio,
facendo proprie le condanne della guerra totale già pronunciate dai
recenti sommi Pontefici dichiara:
Ogni atto di guerra, che mira indiscriminatamente alla distruzione di
intere città o di vaste regioni e dei loro abitanti, è delitto contro
Dio e contro la stessa umanità e va condannato con fermezza e senza
esitazione.
Il rischio caratteristico della guerra moderna consiste nel fatto che
essa offre quasi l'occasione a coloro che posseggono le più moderne
armi scientifiche di compiere tali delitti e, per una certa inesorabile
concatenazione, può sospingere le volontà degli uomini alle più
atroci decisioni. Affinché dunque non debba mai più accadere questo
in futuro, i vescovi di tutto il mondo, ora riuniti, scongiurano
tutti, in modo particolare i governanti e i supremi comandanti militari
a voler continuamente considerare, davanti a Dio e davanti alla
umanità intera, l'enorme peso della loro responsabilità.
|
|