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È chiaro pertanto che dobbiamo con ogni impegno sforzarci per preparare
quel tempo nel quale, mediante l'accordo delle nazioni, si potrà
interdire del tutto qualsiasi ricorso alla guerra. Questo naturalmente
esige che venga istituita un'autorità pubblica universale, da tutti
riconosciuta, la quale sia dotata di efficace potere per garantire a
tutti i popoli sicurezza, osservanza della giustizia e rispetto dei
diritti. Ma prima che questa auspicabile autorità possa essere
costituita, è necessario che le attuali supreme istanze internazionali
si dedichino con tutto l'impegno alla ricerca dei mezzi più idonei a
procurare la sicurezza comune. La pace deve sgorgare spontanea dalla
mutua fiducia delle nazioni, piuttosto che essere imposta ai popoli dal
terrore delle armi. Pertanto tutti debbono impegnarsi con alacrità
per far cessare finalmente la corsa agli armamenti. Perché la
riduzione degli armamenti incominci realmente, non deve certo essere
fatta in modo unilaterale, ma con uguale ritmo da una parte e
dall'altra, in base ad accordi comuni e con l'adozione di efficaci
garanzie.
Non sono frattanto da sottovalutare gli sforzi già fatti e che si
vanno tuttora facendo per allontanare il pericolo della guerra. Va
piuttosto incoraggiata la buona volontà di tanti che pur gravati dalle
ingenti preoccupazioni del loro altissimo ufficio, mossi dalla
gravissima responsabilità da cui si sentono vincolati, si danno da
fare in ogni modo per eliminare la guerra, di cui hanno orrore pur non
potendo prescindere dalla complessa realtà delle situazioni. Bisogna
rivolgere incessanti preghiere a Dio affinché dia loro la forza di
intraprendere con perseveranza e condurre a termine con coraggio
quest'opera del più grande amore per gli uomini, per mezzo della
quale si costruisce virilmente l'edificio della pace. Tale opera
esige oggi certamente che essi dilatino la loro mente e il loro cuore al
di là dei confini della propria nazione, deponendo ogni egoismo
nazionale ed ogni ambizione di supremazia su altre nazioni, e nutrendo
invece un profondo rispetto verso tutta l'umanità, avviata ormai
cosî faticosamente verso una maggiore unità.
Per ciò che riguarda i problemi della pace e del disarmo, bisogna
tener conto degli studi approfonditi, già coraggiosamente e
instancabilmente condotti e dei consessi internazionali che trattarono
questi argomenti e considerarli come i primi passi verso la soluzione di
problemi cosî gravi; con maggiore insistenza ed energia dovranno
quindi essere promossi in avvenire, al fine di ottenere risultati
concreti. Stiano tuttavia bene attenti gli uomini a non affidarsi
esclusivamente agli sforzi di alcuni, senza preoccuparsi minimamente
dei loro propri sentimenti. I capi di Stato, infatti, i quali sono
mallevadori del bene comune delle proprie nazioni e fautori insieme del
bene della umanità intera, dipendono in massima parte dalle opinioni e
dai sentimenti delle moltitudini. È inutile infatti che essi si
adoperino con tenacia a costruire la pace, finché sentimenti di
ostilità, di disprezzo e di diffidenza, odi razziali e ostinate
ideologie dividono gli uomini, ponendoli gli uni contro gli altri. Di
qui la estrema, urgente necessità di una rinnovata educazione degli
animi e di un nuovo orientamento nell'opinione pubblica. Coloro che
si dedicano a un'opera di educazione, specie della gioventù, e
coloro che contribuiscono alla formazione della pubblica opinione,
considerino loro dovere gravissimo inculcare negli animi di tutti
sentimenti nuovi, ispiratori di pace. E ciascuno di noi deve
adoperarsi per mutare il suo cuore, aprendo gli occhi sul mondo intero
e su tutte quelle cose che gli uomini possono compiere insieme per
condurre l'umanità verso un migliore destino.
Né ci inganni una falsa speranza. Se non verranno in futuro conclusi
stabili e onesti trattati di pace universale, rinunciando ad ogni odio
e inimicizia, L'umanità che, pur avendo compiuto mirabili conquiste
nel campo scientifico, si trova già in grave pericolo, sarà forse
condotta funestamente a quell'ora, in cui non potrà sperimentare
altra pace che la pace terribile della morte.
La Chiesa di Cristo nel momento in cui, posta in mezzo alle angosce
del tempo presente, pronuncia tali parole, non cessa tuttavia di
nutrire la più ferma speranza. Agli uomini della nostra età essa
intende presentare con insistenza, sia che l'accolgano
favorevolmente, o la respingano come importuna, il messaggio degli
apostoli: a Ecco ora il tempo favorevole » per trasformare i cuori,
«ecco ora i giorni della salvezza».
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