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La solidarietà attuale del genere umano impone anche che si stabilisca
una maggiore cooperazione internazionale in campo economico. Se
infatti quasi tutti i popoli hanno acquisito l'indipendenza politica,
si è tuttavia ancora lontani dal potere affermare che essi siano
liberati da eccessive ineguaglianze e da ogni forma di dipendenza
abusiva, e che sfuggano al pericolo di gravi difficoltà interne.
Lo sviluppo d'un paese dipende dalle sue risorse in uomini e in
denaro. Bisogna preparare i cittadini di ogni nazione, attraverso
l'educazione e la formazione professionale, ad assumere i diversi
incarichi della vita economica e sociale. A tal fine si richiede
l'opera di esperti stranieri, i quali nel prestare la loro azione, si
comportino non come padroni, ma come assistenti e cooperatori. Senza
profonde modifiche nei metodi attuali del commercio mondiale, le
nazioni in via di sviluppo non potranno ricevere i sussidi materiali di
cui hanno bisogno. Inoltre, altre risorse devono essere loro date
dalle nazioni progredite, sotto forma di dono, di prestiti e
d'investimenti finanziari: ciò si faccia con generosità e senza
cupidigia, da una parte, e si ricevano, dall'altra, con tutta
onestà.
Per instaurare un vero ordine economico mondiale, bisognerà
rinunciare ai benefici esagerati, alle ambizioni nazionali, alla
bramosia di dominazione politica, ai calcoli di natura militaristica e
alle manovre tendenti a propagare e imporre ideologie. Vari sono i
sistemi economici e sociali proposti; è desiderabile che gli esperti
possano trovare in essi un fondamento comune per un sano commercio
mondiale. Ciò sarà più facile se ciascuno, rinunciando ai propri
pregiudizi, si dispone di buon grado a condurre un sincero dialogo.
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