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La Chiesa, in forza della missione che ha di illuminare tutto il
mondo con il messaggio evangelico e di radunare in un solo Spirito
tutti gli uomini di qualunque nazione, razza e civiltà, diventa segno
di quella fraternità che permette e rafforza un sincero dialogo.
Ciò esige che innanzitutto nella stessa Chiesa promuoviamo la mutua
stima, il rispetto e la concordia, riconoscendo ogni legittima
diversità, per stabilire un dialogo sempre più fecondo fra tutti
coloro che formano l'unico popolo di Dio, che si tratti dei pastori o
degli altri fedeli cristiani. Sono più forti infatti le cose che
uniscono i fedeli che quelle che li dividono; ci sia unità nelle cose
necessarie, libertà nelle cose dubbie e in tutto carità.
Il nostro pensiero si rivolge contemporaneamente ai fratelli e alle
loro comunità, che non vivono ancora in piena comunione con noi, ma
ai quali siamo uniti nella confessione del Padre, del Figlio e dello
Spirito Santo e dal vincolo della carità, memori che l'unità dei
cristiani è oggi attesa e desiderata anche da molti che non credono in
Cristo.
Quanto più, in effetti, questa unità crescerà nella verità e
nell'amore, sotto la potente azione dello Spirito Santo, tanto più
essa diverrà per il mondo intero un presagio di unità e di pace.
Perciò, unendo le nostre energie ed utilizzando forme e metodi sempre
più adeguati al conseguimento efficace di cosî alto fine, nel momento
presente, cerchiamo di cooperare fraternamente, in una conformità al
Vangelo ogni giorno maggiore, al servizio della famiglia umana che è
chiamata a diventare in Cristo Gesù la famiglia dei figli di Dio.
Rivolgiamo anche il nostro pensiero a tutti coloro che credono in Dio
e che conservano nelle loro tradizioni preziosi elementi religiosi ed
umani, augurandoci che un dialogo fiducioso possa condurre tutti noi ad
accettare con fedeltà gli impulsi dello Spirito e a portarli a
compimento con alacrità.
Per quanto ci riguarda, il desiderio di stabilire un dialogo che sia
ispirato dal solo amore della verità e condotto con la opportuna
prudenza, non esclude nessuno: né coloro che hanno il culto di alti
valori umani, benché non ne riconoscano ancora l'autore, né coloro
che si oppongono alla Chiesa e la perseguitano in diverse maniere.
Essendo Dio Padre principio e fine di tutti, siamo tutti chiamati ad
essere fratelli. E perciò, chiamati a una sola e identica vocazione
umana e divina, senza violenza e senza inganno, possiamo e dobbiamo
lavorare insieme alla costruzione del mondo nella vera pace.
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