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La Chiesa, fedele ai suoi doveri verso Dio e verso gli uomini, non
può fare a meno di riprovare, come ha fatto in passato, con tutta
fermezza e con dolore, quelle dottrine e quelle azioni funeste che
contrastano con la ragione e con l'esperienza comune degli uomini e che
degradano l'uomo dalla sua innata grandezza. Si sforza tuttavia di
scoprire le ragioni della negazione di Dio che si nascondono nella
mente degli atei e, consapevole della gravità delle questioni
suscitate dall'ateismo, mossa dal suo amore verso tutti gli uomini,
ritiene che esse debbano meritare un esame più serio e più profondo.
La Chiesa crede che il riconoscimento di Dio non si oppone in alcun
modo alla dignità dell'uomo, dato che questa dignità trova proprio
in Dio il suo fondamento e la sua perfezione. L'uomo infatti riceve
da Dio Creatore le doti di intelligenza e di libertà ed è costituito
nella società; ma soprattutto è chiamato alla comunione con Dio
stesso in qualità di figlio e a partecipare alla sua stessa felicità.
Inoltre la Chiesa insegna che la speranza escatologica non diminuisce
l'importanza degli impegni terreni, ma anzi dà nuovi motivi a
sostegno dell'attuazione di essi.
Al contrario, invece, se manca la base religiosa e la speranza della
vita eterna, la dignità umana viene lesa in maniera assai grave, come
si constata spesso al giorno d'oggi, e gli enigmi della vita e della
morte, della colpa e del dolore rimangono senza soluzione, tanto che
non di rado gli uomini sprofondano nella disperazione. E intanto
ciascun uomo rimane ai suoi propri occhi un problema insoluto,
confusamente percepito. Nessuno, infatti, in certe ore e
particolarmente in occasione dei grandi avvenimenti della vita può
evitare totalmente quel tipo di interrogativi sopra ricordato.
A questi problemi soltanto Dio dà una risposta piena e certa, lui
che chiama l'uomo a una riflessione più profonda e a una ricerca più
umile. Quanto al rimedio all'ateismo, lo si deve attendere sia
dall'esposizione adeguata della dottrina della Chiesa, sia dalla
purezza della vita di essa e dei suoi membri. La Chiesa infatti ha il
compito di rendere presenti e quasi visibili Dio Padre e il Figlio
suo incarnato, rinnovando se stessa e purificandosi senza posa sotto la
guida dello Spirito Santo.
Ciò si otterrà anzi tutto con la testimonianza di una fede viva e
adulta, vale a dire opportunamente formata a riconoscere in maniera
lucida le difficoltà e capace di superarle.
Di una fede simile han dato e danno testimonianza sublime moltissimi
martiri.
Questa fede deve manifestare la sua fecondità, col penetrare
l'intera vita dei credenti, compresa la loro vita profana, e col
muoverli alla giustizia e all'amore, specialmente verso i bisognosi.
Ciò che contribuisce di più, infine, a rivelare la presenza di
Dio, è la carità fraterna dei fedeli che unanimi nello spirito
lavorano insieme per la fede del Vangelo e si presentano quale segno di
unità. La Chiesa, poi, pur respingendo in maniera assoluta
l'ateismo, tuttavia riconosce sinceramente che tutti gli uomini,
credenti e non credenti, devono contribuire alla giusta costruzione di
questo mondo, entro il quale si trovano a vivere insieme: ciò,
sicuramente, non può avvenire senza un leale e prudente dialogo.
Essa pertanto deplora la discriminazione tra credenti e non credenti
che alcune autorità civili ingiustamente introducono, a danno dei
diritti fondamentali della persona umana. Rivendica poi, in favore
dei credenti, una effettiva libertà, perché sia loro consentito di
edificare in questo mondo anche il tempio di Dio. Quanto agli atei,
essa li invita cortesemente a volere prendere in considerazione il
Vangelo di Cristo con animo aperto.
La Chiesa sa perfettamente che il suo messaggio è in armonia con le
aspirazioni più segrete del cuore umano quando essa difende la dignità
della vocazione umana, e cosî ridona la speranza a quanti ormai non
osano più credere alla grandezza del loro destino.
Il suo messaggio non toglie alcunché all'uomo, infonde invece luce,
vita e libertà per il suo progresso, e all'infuori di esso, niente
può soddisfare il cuore dell'uomo: « Ci hai fatto per te », o
Signore, «e il nostro cuore è senza pace finché non riposa in
te».
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