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Unità di anima e di corpo, l'uomo sintetizza in sé, per la stessa
sua condizione corporale, gli elementi del mondo materiale, cosî che
questi attraverso di lui toccano il loro vertice e prendono voce per
lodare in libertà il Creatore . Non è lecito dunque disprezzare la
vita corporale dell'uomo.
Al contrario, questi è tenuto a considerare buono e degno di onore il
proprio corpo, appunto perché creato da Dio e destinato alla
risurrezione nell'ultimo giorno.
E tuttavia, ferito dal peccato, l'uomo sperimenta le ribellioni del
corpo.
Perciò è la dignità stessa dell'uomo che postula che egli
glorifichi Dio nel proprio corpo e che non permetta che esso si renda
schiavo delle perverse inclinazioni del cuore.
L'uomo, in verità, non sbaglia a riconoscersi superiore alle cose
corporali e a considerarsi più che soltanto una particella della natura
o un elemento anonimo della città umana.
Infatti, nella sua interiorità, egli trascende l'universo delle
cose: in quelle profondità egli torna, quando fa ritorno a se
stesso, là dove lo aspetta quel Dio che scruta i cuori là dove sotto
lo sguardo di Dio egli decide del suo destino. Perciò, riconoscendo
di avere un'anima spirituale e immortale, non si lascia illudere da
una creazione immaginaria che si spiegherebbe solamente mediante le
condizioni fisiche e sociali, ma invece va a toccare in profondo la
verità stessa delle cose.
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