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Nell'intimo della coscienza l'uomo scopre una legge che non è lui a
darsi, ma alla quale invece deve obbedire. Questa voce, che lo
chiama sempre ad amare, a fare il bene e a fuggire il male, al momento
opportuno risuona nell'intimità del cuore: fa questo, evita
quest'altro.
L'uomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro al cuore;
obbedire è la dignità stessa dell'uomo, e secondo questa egli sarà
giudicato. La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario
dell'uomo, dove egli è solo con Dio, la cui voce risuona
nell'intimità.
Tramite la coscienza si fa conoscere in modo mirabile quella legge che
trova il suo compimento nell'amore di Dio e del prossimo. Nella
fedeltà alla coscienza i cristiani si uniscono agli altri uomini per
cercare la verità e per risolvere secondo verità numerosi problemi
morali, che sorgono tanto nella vita privata quanto in quella sociale.
Quanto più, dunque, prevale la coscienza retta, tanto più le
persone e i gruppi si allontanano dal cieco arbitrio e si sforzano di
conformarsi alle norme oggettive della moralità. Tuttavia succede non
di rado che la coscienza sia erronea per ignoranza invincibile, senza
che per questo essa perda la sua dignità.
Ma ciò non si può dire quando l'uomo poco si cura di cercare la
verità e il bene, e quando la coscienza diventa quasi cieca in seguito
all'abitudine del peccato.
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