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Ma l'uomo può volgersi al bene soltanto nella libertà.
I nostri contemporanei stimano grandemente e perseguono con ardore tale
libertà, e a ragione. Spesso però la coltivano in modo sbagliato
quasi sia lecito tutto quel che piace, compreso il male.
La vera libertà, invece, è nell'uomo un segno privilegiato
dell'immagine divina.
Dio volle, infatti, lasciare l'uomo « in mano al suo consiglio »
che cerchi spontaneamente il suo Creatore e giunga liberamente,
aderendo a lui, alla piena e beata perfezione.
Perciò la dignità dell'uomo richiede che egli agisca secondo scelte
consapevoli e libere, mosso cioè e determinato da convinzioni
personali, e non per un cieco impulso istintivo o per mera coazione
esterna. L'uomo perviene a tale dignità quando, liberandosi da ogni
schiavitù di passioni, tende al suo fine mediante la scelta libera del
bene e se ne procura con la sua diligente iniziativa i mezzi
convenienti. Questa ordinazione verso Dio, la libertà dell'uomo,
realmente ferita dal peccato, non può renderla effettiva in pieno se
non mediante l'aiuto della grazia divina.
Ogni singolo uomo, poi, dovrà rendere conto della propria vita
davanti al tribunale di Dio, per tutto quel che avrà fatto di bene e
di male.
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