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Dal carattere sociale dell'uomo appare evidente come il
perfezionamento della persona umana e lo sviluppo della stessa società
siano tra loro interdipendenti.
Infatti, la persona umana, che di natura sua ha assolutamente bisogno
d'una vita sociale, è e deve essere principio, soggetto e fine di
tutte le istituzioni sociali.
Poiché la vita sociale non è qualcosa di esterno all'uomo, l'uomo
cresce in tutte le sue capacità e può rispondere alla sua vocazione
attraverso i rapporti con gli altri, la reciprocità dei servizi e il
dialogo con i fratelli. Tra i vincoli sociali che sono necessari al
perfezionamento dell'uomo, alcuni, come la famiglia e la comunità
politica, sono più immediatamente rispondenti alla sua natura intima;
altri procedono piuttosto dalla sua libera volontà.
In questo nostro tempo, per varie cause, si moltiplicano rapporti e
interdipendenze, dalle quali nascono associazioni e istituzioni diverse
di diritto pubblico o privato.
Questo fatto, che viene chiamato socializzazione, sebbene non manchi
di pericoli, tuttavia reca in sé molti vantaggi nel rafforzamento e
accrescimento delle qualità della persona umana e nella tutela dei suoi
diritti. Ma se le persone umane ricevono molto da tale vita sociale
per assolvere alla propria vocazione, anche religiosa, non si può
tuttavia negare che gli uomini dal contesto sociale nel quale vivono e
sono immersi fin dalla infanzia, spesso sono sviati dal bene e spinti
al male.
È certo che i perturbamenti, cosî frequenti nell'ordine sociale,
provengono in parte dalla tensione che esiste in seno alle strutture
economiche, politiche e sociali.
Ma, più radicalmente, nascono dalla superbia e dall'egoismo umano,
che pervertono anche l'ambiente sociale. Là dove l'ordine delle
cose è turbato dalle conseguenze del peccato, l'uomo già dalla
nascita incline al male, trova nuovi incitamenti al peccato, che non
possono esser vinti senza grandi sforzi e senza l'aiuto della grazia.
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