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Scendendo a conseguenze pratiche di maggiore urgenza, il Concilio
inculca il rispetto verso l'uomo: ciascuno consideri il prossimo,
nessuno eccettuato, come un altro « se stesso », tenendo conto della
sua esistenza e dei mezzi necessari per viverla degnamente, per non
imitare quel ricco che non ebbe nessuna cura del povero Lazzaro.
Soprattutto oggi urge l'obbligo che diventiamo prossimi di ogni uomo e
rendiamo servizio con i fatti a colui che ci passa accanto: vecchio
abbandonato da tutti, o lavoratore straniero ingiustamente
disprezzato, o esiliato, o fanciullo nato da un'unione illegittima,
che patisce immeritatamente per un peccato da lui non commesso, o
affamato che richiama la nostra coscienza, rievocando la voce del
Signore: « Quanto avete fatto ad uno di questi minimi miei
fratelli, l'avete fatto a me» (Mt 25,40). Inoltre tutto ciò
che è contro la vita stessa, come ogni specie di omicidio, il
genocidio, l'aborto, l'eutanasia e lo stesso suicidio volontario;
tutto ciò che viola l'integrità della persona umana, come le
mutilazioni, le torture inflitte al corpo e alla mente, le costrizioni
psicologiche; tutto ciò che offende la dignità umana, come le
condizioni di vita subumana, le incarcerazioni arbitrarie, le
deportazioni, la schiavitù, la prostituzione, il mercato delle donne
e dei giovani, o ancora le ignominiose condizioni di lavoro, con le
quali i lavoratori sono trattati come semplici strumenti di guadagno, e
non come persone libere e responsabili: tutte queste cose, e altre
simili, sono certamente vergognose. Mentre guastano la civiltà
umana, disonorano coloro che cosî si comportano più ancora che quelli
che le subiscono e ledono grandemente l'onore del Creatore.
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