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Il rispetto e l'amore deve estendersi pure a coloro che pensano od
operano diversamente da noi nelle cose sociali, politiche e persino
religiose, poiché con quanta maggiore umanità e amore penetreremo nei
loro modi di vedere, tanto più facilmente potremo con loro iniziare un
dialogo.
Certamente tale amore e amabilità non devono in alcun modo renderci
indifferenti verso la verità e il bene. Anzi è l'amore stesso che
spinge i discepoli di Cristo ad annunziare a tutti gli uomini la
verità che salva. Ma occorre distinguere tra errore, sempre da
rifiutarsi, ed errante, che conserva sempre la dignità di persona,
anche quando è macchiato da false o insufficienti nozioni religiose.
Solo Dio è giudice e scrutatore dei cuori; perciò ci vieta di
giudicare la colpevolezza interiore di chiunque. La dottrina del
Cristo esige che noi perdoniamo anche le ingiurie e il precetto
dell'amore si estende a tutti i nemici; questo è il comandamento
della nuova legge: «Udiste che fu detto: amerai il tuo prossimo e
odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e fate
del bene a coloro che vi odiano e pregate per i vostri persecutori e
calunniatori » (Mt 5,43).
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