|
Tutti gli uomini, dotati di un'anima razionale e creati ad immagine
di Dio, hanno la stessa natura e la medesima origine; tutti, redenti
da Cristo godono della stessa vocazione e del medesimo destino divino:
è necessario perciò riconoscere ognor più la fondamentale uguaglianza
fra tutti.
Sicuramente, non tutti gli uomini sono uguali per la varia capacità
fisica e per la diversità delle forze intellettuali e morali. Ma ogni
genere di discriminazione circa i diritti fondamentali della persona,
sia in campo sociale che culturale, in ragione del sesso, della
razza, del colore, della condizione sociale, della lingua o
religione, deve essere superato ed eliminato, come contrario al
disegno di Dio.
Invero è doloroso constatare che quei diritti fondamentali della
persona non sono ancora e dappertutto garantiti pienamente. Avviene
cosî quando si nega alla donna la facoltà di scegliere liberamente il
marito e di abbracciare un determinato stato di vita, oppure di
accedere a un'educazione e a una cultura pari a quelle che si ammettono
per l'uomo.
In più, benché tra gli uomini vi siano giuste diversità, la uguale
dignità delle persone richiede che si giunga a condizioni di vita più
umane e giuste.
Infatti le disuguaglianze economiche e sociali eccessive tra membri e
tra popoli dell'unica famiglia umana, suscitano scandalo e sono
contrarie alla giustizia sociale, all'equità, alla dignità della
persona umana, nonché alla pace sociale e internazionale.
Le umane istituzioni, sia private che pubbliche, si sforzino di
mettersi al servizio della dignità e del fine dell'uomo. Nello
stesso tempo combattano strenuamente contro ogni forma di servitù
sociale e politica, e garantiscano i fondamentali diritti degli uomini
sotto qualsiasi regime politico.
Anzi, queste istituzioni si debbono a poco a poco accordare con le
realtà spirituali, le più alte di tutte, anche se talora occorra un
tempo piuttosto lungo per giungere al fine desiderato.
|
|