|
La profonda e rapida trasformazione delle cose esige, con più
urgenza, che non vi sia alcuno che, non prestando attenzione al corso
delle cose e intorpidito dall'inerzia, si contenti di un'etica
puramente individualistica. Il dovere della giustizia e dell'amore
viene sempre più assolto per il fatto che ognuno, interessandosi al
bene comune secondo le proprie capacità e le necessità degli altri,
promuove e aiuta anche le istituzioni pubbliche e private che servono a
migliorare le condizioni di vita degli uomini. Vi sono di quelli che,
pur professando opinioni larghe e generose, tuttavia continuano a
vivere in pratica come se non avessero alcuna cura delle necessità
della società.
Anzi molti, in certi paesi, tengono in poco conto le leggi e le
prescrizioni sociali.
Non pochi non si vergognano di evadere, con vari sotterfugi e frodi,
le giuste imposte o altri obblighi sociali. Altri trascurano certe
norme della vita sociale, ad esempio ciò che concerne la salvaguardia
della salute, o le norme stabilite per la guida dei veicoli, non
rendendosi conto di metter in pericolo, con la loro incuria, la
propria vita e quella degli altri. Che tutti prendano sommamente a
cuore di annoverare le solidarietà sociali tra i principali doveri
dell'uomo d'oggi, e di rispettarle.
Infatti quanto più il mondo si unifica, tanto più apertamente gli
obblighi degli uomini superano i gruppi particolari e si estendono a
poco a poco al mondo intero.
E ciò non può avvenire se i singoli uomini e i gruppi non coltivano
le virtù morali e sociali e le diffondono nella società, cosicché
sorgano uomini nuovi, artefici di una umanità nuova, con il
necessario aiuto della grazia divina.
|
|