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Affinché i singoli uomini assolvano con maggiore cura il proprio
dovere di coscienza verso se stessi e verso i vari gruppi di cui sono
membri, occorre educarli con diligenza ad acquisire una più ampia
cultura spirituale, utilizzando gli enormi mezzi che oggi sono a
disposizione del genere umano. Innanzitutto l'educazione dei
giovani, di qualsiasi origine sociale, deve essere impostata in modo
da suscitare uomini e donne, non tanto raffinati intellettualmente, ma
di forte personalità, come è richiesto fortemente dal nostro tempo.
Ma a tale senso di responsabilità l'uomo giunge con difficoltà se le
condizioni della vita non gli permettono di prender coscienza della
propria dignità e di rispondere alla sua vocazione, prodigandosi per
Dio e per gli altri.
Invero la libertà umana spesso si indebolisce qualora l'uomo cada in
estrema indigenza, come si degrada quando egli stesso, lasciandosi
andare a una vita troppo facile, si chiude in una specie di aurea
solitudine. Al contrario, essa si fortifica quando l'uomo accetta le
inevitabili difficoltà della vita sociale, assume le molteplici
esigenze dell'umana convivenza e si impegna al servizio della comunità
umana. Perciò bisogna stimolare la volontà di tutti ad assumersi la
propria parte nelle comuni imprese. È poi da lodarsi il modo di agire
di quelle nazioni nelle quali la maggioranza dei cittadini è fatta
partecipe degli affari pubblici, in una autentica libertà.
Si deve tuttavia tener conto delle condizioni concrete di ciascun
popolo e della necessaria solidità dei pubblici poteri. Affinché poi
tutti i cittadini siano spinti a partecipare alla vita dei vari gruppi
di cui si compone il corpo sociale, è necessario che trovino in essi
dei valori capaci di attirarli e di disporli al servizio degli altri.
Si può pensare legittimamente che il futuro dell'umanità sia riposto
nelle mani di coloro che sono capaci di trasmettere alle generazioni di
domani ragioni di vita e di speranza.
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