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L'attività umana come deriva dall'uomo cosî è ordinata all'uomo.
L'uomo, infatti, quando lavora, non trasforma soltanto le cose e la
società, ma perfeziona se stesso. Apprende molte cose, sviluppa le
sue facoltà, esce da sé e si supera.
Tale sviluppo, se è ben compreso, vale più delle ricchezze
esteriori che si possono accumulare. L'uomo vale più per quello che
« è » che per quello che «ha».
Parimenti tutto ciò che gli uomini compiono allo scopo di conseguire
una maggiore giustizia, una più estesa fraternità e un ordine più
umano dei rapporti sociali, ha più valore dei progressi in campo
tecnico. Questi, infatti, possono fornire, per cosî dire, la base
materiale della promozione umana, ma da soli non valgono in nessun modo
a realizzarla.
Pertanto questa è la norma dell'attività umana: che secondo il
disegno di Dio e la sua volontà essa corrisponda al vero bene
dell'umanità, e che permetta all'uomo, considerato come individuo o
come membro della società, di coltivare e di attuare la sua integrale
vocazione.
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