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La sacra Scrittura, però, con cui si accorda l'esperienza dei
secoli, insegna agli uomini che il progresso umano, che pure è un
grande bene dell'uomo, porta con sé una seria tentazione.
Infatti, sconvolto l'ordine dei valori e mescolando il male col
bene, gli individui e i gruppi guardano solamente agli interessi propri
e non a quelli degli altri; cosi il mondo cessa di essere il campo di
una genuina fraternità, mentre invece l'aumento della potenza umana
minaccia di distruggere ormai lo stesso genere umano.
Tutta intera la storia umana è infatti pervasa da una lotta tremenda
contro le potenze delle tenebre; lotta cominciata fin dall'origine del
mondo, destinata a durare, come dice il Signore, fino all'ultimo
giorno.
Inserito in questa battaglia, l'uomo deve combattere senza soste per
poter restare unito al bene, né può conseguire la sua interiore
unità se non a prezzo di grandi fatiche, con l'aiuto della grazia di
Dio. Per questo la Chiesa di Cristo, fiduciosa nel piano
provvidenziale del Creatore, mentre riconosce che il progresso umano
può servire alla vera felicità degli uomini, non può tuttavia fare a
meno di far risuonare il detto dell'Apostolo: « Non vogliate
adattarvi allo stile di questo mondo » (Rm 12,2) e cioè a quello
spirito di vanità e di malizia che stravolge in strumento di peccato
l'operosità umana, ordinata al servizio di Dio e dell'uomo.
Se dunque ci si chiede come può essere vinta tale miserevole
situazione, i cristiani per risposta affermano che tutte le attività
umane, che son messe in pericolo quotidianamente dalla superbia e
dall'amore disordinato di se stessi, devono venir purificate e rese
perfette per mezzo della croce e della risurrezione di Cristo.
Redento da Cristo e diventato nuova creatura nello Spirito Santo,
l'uomo, infatti, può e deve amare anche le cose che Dio ha creato.
Da Dio le riceve: le vede come uscire dalle sue mani e le rispetta.
Di esse ringrazia il divino benefattore e, usando e godendo delle
creature in spirito di povertà e di libertà, viene introdotto nel
vero possesso del mondo, come qualcuno che non ha niente e che possiede
tutto: «Tutto, infatti, è vostro: ma voi siete di Cristo e il
Cristo è di Dio » (1 Cor 3,22).
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