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Il bene della persona e della società umana e cristiana è
strettamente connesso con una felice situazione della comunità
coniugale e familiare. Perciò i cristiani, assieme con quanti hanno
alta stima di questa comunità, si rallegrano sinceramente dei vari
sussidi, con i quali gli uomini favoriscono oggi la formazione di
questa comunità di amore e la stima ed il rispetto della vita: sussidi
che sono di aiuto a coniugi e genitori della loro eminente missione; da
essi i cristiani attendono sempre migliori vantaggi e si sforzano di
promuoverli.
Però la dignità di questa istituzione non brilla dappertutto con
identica chiarezza poiché è oscurata dalla poligamia, dalla piaga del
divorzio, dal cosiddetto libero amore e da altre deformazioni. Per di
più l'amore coniugale è molto spesso profanato dall'egoismo,
dall'edonismo e da pratiche illecite contro la fecondità. Inoltre le
odierne condizioni economiche, socio-psicologiche e civili portano
turbamenti non lievi nella vita familiare. E per ultimo in determinate
parti del mondo si avvertono non senza preoccupazioni i problemi posti
dall'incremento demografico. Da tutto ciò sorgono difficoltà che
angustiano la coscienza. Tuttavia il valore e la solidità
dell'istituto matrimoniale e familiare prendono risalto dal fatto che
le profonde mutazioni dell'odierna società, nonostante le difficoltà
che ne scaturiscono, molto spesso rendono manifesta in maniere diverse
la vera natura di questa istituzione.
Perciò il Concilio, mettendo in chiara luce alcuni punti capitali
della dottrina della Chiesa, si propone di illuminare e incoraggiare i
cristiani e tutti gli uomini che si sforzano di salvaguardare e
promuovere la dignità naturale e l'altissimo valore sacro dello stato
matrimoniale.
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