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I cristiani, in cammino verso la città celeste, devono ricercare e
gustare le cose di lassù questo tuttavia non diminuisce, anzi aumenta
l'importanza del loro dovere di collaborare con tutti gli uomini per la
costruzione di un mondo più umano. E in verità il mistero della fede
cristiana offre loro eccellenti stimoli e aiuti per assolvere con
maggiore impegno questo compito e specialmente per scoprire il pieno
significato di quest'attività, mediante la quale la cultura umana
acquista un posto importante nella vocazione integrale dell'uomo.
L'uomo infatti, quando coltiva la terra col lavoro delle sue braccia
o con l'aiuto della tecnica, affinché essa produca frutto e diventi
una dimora degna di tutta la famiglia umana, e quando partecipa
consapevolmente alla vita dei gruppi sociali, attua il disegno di
Dio, manifestato all'inizio dei tempi, di assoggettare la terra e di
perfezionare la creazione, e coltiva se stesso; nel medesimo tempo
mette in pratica il grande comandamento di Cristo di prodigarsi al
servizio dei fratelli.
L'uomo inoltre, applicandosi allo studio delle varie discipline,
quali la filosofia, la storia, la matematica, le scienze naturali, e
coltivando l'arte, può contribuire moltissimo ad elevare l'umana
famiglia a più alti concetti del vero, del bene e del bello e a una
visione delle cose di universale valore; in tal modo essa sarà più
vivamente illuminata da quella mirabile Sapienza, che dall'eternità
era con Dio, disponendo con lui ogni cosa, giocando sull'orbe
terrestre e trovando le sue delizie nello stare con i figli degli
uomini.
Per ciò stesso lo spirito umano, più libero dalla schiavitù delle
cose, può innalzarsi con maggiore speditezza al culto ed alla
contemplazione del Creatore. Anzi, sotto l'impulso della grazia si
dispone a riconoscere il Verbo di Dio che, prima di farsi carne per
tutto salvare e ricapitolare in se stesso, già era « nel mondo »
come « luce vera che illumina ogni uomo » (Gv 1,9).
Certo, l'odierno progresso delle scienze e della tecnica, che in
forza del loro metodo non possono penetrare nelle intime ragioni delle
cose, può favorire un certo fenomenismo e agnosticismo, quando il
metodo di investigazione di cui fanno uso queste scienze viene a torto
innalzato a norma suprema di ricerca della verità totale. Anzi, vi
è il pericolo che l'uomo, fidandosi troppo delle odierne scoperte,
pensi di bastare a se stesso e non cerchi più valori superiori.
Questi fatti deplorevoli però non scaturiscono necessariamente dalla
odierna cultura, né debbono indurci nella tentazione di non
riconoscere i suoi valori positivi. Fra questi si annoverano: il
gusto per le scienze e la rigorosa fedeltà al vero nella indagine
scientifica, la necessità di collaborare con gli altri nei gruppi
tecnici specializzati, il senso della solidarietà internazionale, la
coscienza sempre più viva della responsabilità degli esperti
nell'aiutare e proteggere gli uomini, la volontà di rendere più
felici le condizioni di vita per tutti, specialmente per coloro che
soffrono per la privazione della responsabilità personale o per la
povertà culturale. Tutti questi valori possono essere in qualche modo
una preparazione a ricevere l'annunzio del Vangelo; preparazione che
potrà essere portata a compimento dalla divina carità di colui che è
venuto a salvare il mondo.
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