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6. I genitori, avendo il dovere ed il diritto primario e
irrinunciabile di educare i figli, debbono godere di una reale libertà
nella scelta della scuola. Perciò i pubblici poteri, a cui incombe
la tutela e la difesa della libertà dei cittadini, nel rispetto della
giustizia distributiva, debbono preoccuparsi che le sovvenzioni
pubbliche siano erogate in maniera che i genitori possano scegliere le
scuole per i propri figli in piena libertà, secondo la loro
coscienza.
D'altra parte, tocca allo Stato provvedere perché tutti i cittadini
possano accedere e partecipare in modo conveniente alla cultura e si
preparino adeguatamente all'esercizio dei doveri e dei diritti civili.
Sempre lo Stato dunque deve tutelare il diritto dei fanciulli ad una
conveniente educazione scolastica, vigilare sulla capacità degli
insegnanti e sulla serietà degli studi, provvedere alla salute degli
alunni ed in genere promuovere tutto l'ordinamento scolastico tenendo
presente il principio della sussidiarietà ed escludendo quindi ogni
forma di monopolio scolastico. Tale monopolio infatti contraddice ai
diritti naturali della persona umana, allo sviluppo e alla divulgazione
della cultura, alla pacifica convivenza dei cittadini ed anche al
pluralismo, che è oggi la regola in moltissime società.
Il sacro Sinodo esorta dunque i fedeli a collaborare generosamente sia
nella ricerca dei metodi educativi idonei e dell'ordine degli studi,
sia nella formazione dei maestri che sappiano bene educare i giovani e,
soprattutto attraverso le associazioni tra genitori, ad aiutare
positivamente e costantemente il compito della scuola e in particolare
quell'educazione morale, che essa deve fornire,
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