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7. La Chiesa inoltre, consapevole del dovere gravissimo di curare
diligentemente l'educazione morale e religiosa di tutti i suoi figli,
deve rendersi presente con un affetto speciale e con il suo aiuto ai
moltissimi suoi figli che vengono educati nelle scuole non cattoliche.
Essa assicura questa presenza sia attraverso la testimonianza della
vita data dai loro maestri e superiori, sia attraverso l'azione
apostolica dei condiscepoli, sia soprattutto attraverso il ministero
dei sacerdoti e dei laici che insegnano loro la dottrina della
salvezza, con metodo adeguato all'età ed alle altre circostanze, ed
offrono loro l'aiuto spirituale per mezzo di iniziative opportune
secondo le condizioni di tempo e di luogo.
Essa rammenta poi il grave dovere che incombe ai genitori di tutto
predisporre o anche di esigere, perché i loro figli possano usufruire
di quegli aiuti ed in armonia con la formazione profana progrediscano in
quella cristiana. Perciò la Chiesa loda quelle autorità e società
civili che, tenendo conto del pluralismo esistente nella società
moderna e garantendo la giusta libertà religiosa, aiutano le famiglie
perché l'educazione dei loro figli possa aver luogo in tutte le scuole
secondo i principi morali e religiosi propri di quelle stesse famiglie,
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