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11. Speciali responsabilità morali circa il retto uso degli
strumenti di comunicazione sociale incombono sui giornalisti, gli
scrittori, gli attori, i registi, gli editori e i produttori, i
programmisti, i distributori, gli esercenti e i venditori, i critici
e quanti altri in qualsiasi modo partecipano alla preparazione e
trasmissione delle comunicazioni. È evidente, infatti, quali e
quanto grandi responsabilità pesino su di loro nell'evolversi della
società odierna, avendo essi la possibilità di indirizzare al bene o
al male l'umanità con le loro informazioni e pressioni.
Dovranno pertanto conciliare i propri interessi economici, politici ed
artistici in modo da evitare ogni opposizione al bene comune. Per
raggiungere più facilmente questo intento, faranno bene a dare la loro
adesione a quelle associazioni professionali capaci di imporre ai loro
membri --se necessario anche impegnandosi all'osservanza di un
«codice morale»-- il rispetto dell'onestà nelle loro attività e
doveri professionali.
Inoltre ricordino sempre che gran parte dei lettori e degli spettatori
è costituita da giovani, i quali hanno bisogno di una stampa e di
spettacoli che offrano un sano divertimento e che orientino il loro
spirito a nobili ideali. Procurino inoltre che le comunicazioni che
riguardano la religione vengano affidate a persone degne e preparate e
che siano attuate con il dovuto rispetto.
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