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3. È venuto quindi il Figlio, mandato dal Padre, il quale ci ha
scelti in lui prima della fondazione del mondo e ci ha predestinati ad
essere adottati in figli, perché in lui volle accentrare tutte le cose
(cfr. Ef 1,4-5 e 10). Perciò Cristo, per adempiere la
volontà del Padre, ha inaugurato in terra il regno dei cieli e ci ha
rivelato il mistero di lui, e con la sua obbedienza ha operato la
redenzione. La Chiesa, ossia il regno di Cristo già presente in
mistero, per la potenza di Dio cresce visibilmente nel mondo. Questo
inizio e questa crescita sono significati dal sangue e dall'acqua, che
uscirono dal costato aperto di Gesù crocifisso (cfr. Gv
19,34), e sono preannunziati dalle parole del Signore circa la
sua morte in croce: « Ed io, quando sarò levato in alto da terra,
tutti attirerò a me » (Gv 12,32). Ogni volta che il
sacrificio della croce, col quale Cristo, nostro agnello pasquale,
è stato immolato (cfr. 1 Cor 5,7), viene celebrato
sull'altare, si rinnova l'opera della nostra redenzione. E
insieme, col sacramento del pane eucaristico, viene rappresentata ed
effettuata l'unità dei fedeli, che costituiscono un solo corpo in
Cristo (cfr. 1 Cor 10,17). Tutti gli uomini sono chiamati a
questa unione con Cristo, che è la luce del mondo; da lui veniamo,
per mezzo suo viviamo, a lui siamo diretti.
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