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8. Cristo, unico mediatore, ha costituito sulla terra e
incessantemente sostenta la sua Chiesa santa, comunità di fede, di
speranza e di carità, quale organismo visibile, attraverso il quale
diffonde per tutti la verità e la grazia. Ma la società costituita
di organi gerarchici e il corpo mistico di Cristo, l'assemblea
visibile e la comunità spirituale, la Chiesa terrestre e la Chiesa
arricchita di beni celesti, non si devono considerare come due cose
diverse; esse formano piuttosto una sola complessa realtà risultante
di un duplice elemento, umano e divino. Per una analogia che non è
senza valore, quindi, è paragonata al mistero del Verbo incarnato.
Infatti, come la natura assunta serve al Verbo divino da vivo organo
di salvezza, a lui indissolubilmente unito, cosî in modo non
dissimile l'organismo sociale della Chiesa serve allo Spirito di
Cristo che la vivifica, per la crescita del corpo (cfr. Ef
4,16).
Questa è l'unica Chiesa di Cristo, che nel Simbolo professiamo
una, santa, cattolica e apostolica e che il Salvatore nostro, dopo
la sua resurrezione, diede da pascere a Pietro (cfr. Gv
21,17), affidandone a lui e agli altri apostoli la diffusione e
la guida (cfr. Mt 28,18ss), e costituî per sempre colonna e
sostegno della verità (cfr. 1 Tm 3,15). Questa Chiesa, in
questo mondo costituita e organizzata come società, sussiste nella
Chiesa cattolica, governata dal successore di Pietro e dai vescovi in
comunione con lui, ancorché al di fuori del suo organismo si trovino
parecchi elementi di santificazione e di verità, che, appartenendo
propriamente per dono di Dio alla Chiesa di Cristo, spingono verso
l'unità cattolica. Come Cristo ha compiuto la redenzione attraverso
la povertà e le persecuzioni, cosî pure la Chiesa e chiamata a
prendere la stessa via per comunicare agli uomini i frutti della
salvezza. Gesù Cristo « che era di condizione divina... spogliò
se stesso, prendendo la condizione di schiavo » (Fil 2,6-7) e
per noi « da ricco che era si fece povero » (2 Cor 8,9): cosî
anche la Chiesa, quantunque per compiere la sua missione abbia bisogno
di mezzi umani, non è costituita per cercare la gloria terrena,
bensî per diffondere, anche col suo esempio, l'umiltà e
l'abnegazione. Come Cristo infatti è stato inviato dal Padre « ad
annunciare la buona novella ai poveri, a guarire quei che hanno il
cuore contrito » (Lc 4,18), « a cercare e salvare ciò che era
perduto» (Lc 19,10), cosî pure la Chiesa circonda
d'affettuosa cura quanti sono afflitti dalla umana debolezza, anzi
riconosce nei poveri e nei sofferenti l'immagine del suo fondatore,
povero e sofferente, si fa premura di sollevarne la indigenza e in loro
cerca di servire il Cristo. Ma mentre Cristo, « santo,
innocente, immacolato » (Eb 7,26), non conobbe il peccato
(cfr. 2 Cor 5,21) e venne solo allo scopo di espiare i peccati
del popolo (cfr. Eb 2,17), la Chiesa, che comprende nel suo
seno peccatori ed è perciò santa e insieme sempre bisognosa di
purificazione, avanza continuamente per il cammino della penitenza e
del rinnovamento. La Chiesa « prosegue il suo pellegrinaggio fra le
persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio », annunziando la
passione e la morte del Signore fino a che egli venga (cfr. 1 Cor
11,26). Dalla virtù del Signore risuscitato trae la forza per
vincere con pazienza e amore le afflizioni e le difficoltà, che le
vengono sia dal di dentro che dal di fuori, e per svelare in mezzo al
mondo, con fedeltà, anche se non perfettamente, il mistero di lui,
fino a che alla fine dei tempi esso sarà manifestato nella pienezza
della luce.
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