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14. Il santo Concilio si rivolge quindi prima di tutto ai fedeli
cattolici. Esso, basandosi sulla sacra Scrittura e sulla
tradizione, insegna che questa Chiesa peregrinante è necessaria alla
salvezza. Solo il Cristo, infatti, presente in mezzo a noi nel suo
corpo che è la Chiesa, è il mediatore e la via della salvezza; ora
egli stesso, inculcando espressamente la necessità della fede e del
battesimo (cfr. Gv 3,5), ha nello stesso tempo confermato la
necessità della Chiesa, nella quale gli uomini entrano per il
battesimo come per una porta. Perciò non possono salvarsi quegli
uomini, i quali, pur non ignorando che la Chiesa cattolica è stata
fondata da Dio per mezzo di Gesù Cristo come necessaria, non
vorranno entrare in essa o in essa perseverare. Sono pienamente
incorporati nella società della Chiesa quelli che, avendo lo Spirito
di Cristo, accettano integralmente la sua organizzazione e tutti i
mezzi di salvezza in essa istituiti, e che inoltre, grazie ai legami
costituiti dalla professione di fede, dai sacramenti, dal governo
ecclesiastico e dalla comunione, sono uniti, nell'assemblea visibile
della Chiesa, con il Cristo che la dirige mediante il sommo
Pontefice e i vescovi. Non si salva, però, anche se incorporato
alla Chiesa, colui che, non perseverando nella carità, rimane sî
in seno alla Chiesa col «corpo», ma non col «cuore». Si
ricordino bene tutti i figli della Chiesa che la loro privilegiata
condizione non va ascritta ai loro meriti, ma ad una speciale grazia di
Cristo; per cui, se non vi corrispondono col pensiero, con le parole
e con le opere, non solo non si salveranno, ma anzi saranno più
severamente giudicati.
I catecumeni che per impulso dello Spirito Santo desiderano ed
espressamente vogliono essere incorporati alla Chiesa, vengono ad essa
congiunti da questo stesso desiderio, e la madre Chiesa li avvolge
come già suoi con il proprio amore e con le proprie cure.
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