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18. Cristo Signore, per pascere e sempre più accrescere il popolo
di Dio, ha stabilito nella sua Chiesa vari ministeri, che tendono al
bene di tutto il corpo. I ministri infatti che sono rivestiti di sacra
potestà, servono i loro fratelli, perché tutti coloro che
appartengono al popolo di Dio, e perciò hanno una vera dignità
cristiana, tendano liberamente e ordinatamente allo stesso fine e
arrivino alla salvezza. Questo santo Sinodo, sull'esempio del
Concilio Vaticano primo, insegna e dichiara che Gesù Cristo,
pastore eterno, ha edificato la santa Chiesa e ha mandato gli
apostoli, come egli stesso era stato mandato dal Padre (cfr. Gv
20,21), e ha voluto che i loro successori, cioè i vescovi,
fossero nella sua Chiesa pastori fino alla fine dei secoli. Affinché
poi lo stesso episcopato fosse uno e indiviso, prepose agli altri
apostoli il beato Pietro e in lui stabilî il principio e il fondamento
perpetuo e visibile dell'unità di fede e di comunione. Questa
dottrina della istituzione, della perpetuità, del valore e della
natura del sacro primato del romano Pontefice e del suo infallibile
magistero, il santo Concilio la propone di nuovo a tutti i fedeli come
oggetto certo di fede. Di più proseguendo nel disegno incominciato,
ha stabilito di enunciare ed esplicitare la dottrina sui vescovi,
successori degli apostoli, i quali col successore di Pietro, vicario
di Cristo e capo visibile di tutta la Chiesa, reggono la casa del
Dio vivente.
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